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    SPID, CIE e IT Wallet: guida all’Identità Digitale 2026 e come sbloccare i servizi INPS senza impazzire

    Smartphone con icona biometrica luminosa che simboleggia l'accesso sicuro a SPID, CIE e IT Wallet tramite App IO.

    Febbraio è il mese in cui milioni di italiani litigano con le password. Tra l’ISEE da rinnovare e l’Assegno Unico che rischia di scendere al minimo se non si aggiornano i dati, l’accesso al portale dell’INPS diventa il passaggio obbligato. E qui iniziano i problemi.

    Perché se fino a ieri bastava il caro vecchio SPID, oggi la confusione regna sovrana. Si parla di CIE (Carta d’Identità Elettronica), di IT Wallet, di livelli di sicurezza che cambiano. La domanda che riceviamo più spesso in redazione è semplice: «Il mio SPID funziona ancora o devo buttarlo?».

    Facciamo ordine una volta per tutte, perché rischiare di restare chiusi fuori dai servizi della Pubblica Amministrazione proprio ora non è un’opzione.

    SPID è morto? No, ma la CIE è più forte

    Partiamo dai fatti. Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è ancora vivo e vegeto. Se lo avete, potete usarlo tranquillamente per entrare su INPS, Agenzia delle Entrate e Fascicolo Sanitario. Non c’è nessuna “scadenza” immediata che vi obblighi a cancellarlo domani mattina.

    C’è però un “ma”. Lo SPID è gestito da aziende private (i provider come Poste, Aruba, ecc.) e garantisce solitamente un livello di sicurezza 2. La CIE, invece, è rilasciata dallo Stato e garantisce il Livello 3, il massimo standard europeo. Perché vi interessa? Perché per alcuni servizi molto specifici o futuri, la Pubblica Amministrazione potrebbe iniziare a chiedere esclusivamente il Livello 3.

    Quindi, il consiglio pratico è: tenetevi stretto lo SPID per comodità, ma iniziate a familiarizzare con la CIE. Anche perché, e molti non lo sanno, attivarla è diventato questione di secondi.

    Il trucco dell’NFC: come usare la CIE senza computer

    Il mito da sfatare è che per usare la Carta d’Identità Elettronica serva quel vecchio lettore da collegare via USB al PC, con i driver che non si installano mai. Dimenticatelo.

    Oggi il lettore ce l’avete già in tasca: è il vostro smartphone. Basta scaricare l’app ufficiale CieID (disponibile su Android e iOS) e registrare la vostra carta fisica appoggiandola sul retro del telefono. Il chip NFC del cellulare leggerà la carta in un attimo. Da quel momento, entrare sul sito dell’INPS sarà immediato:

    1. Scegliete “Entra con CIE”.
    2. Inquadrate il QR Code sullo schermo del PC con il telefono.
    3. Autorizzate con l’impronta digitale o il FaceID.

    Fine. Niente password da ricordare, niente SMS che non arrivano. È il sistema più pulito e sicuro che abbiamo oggi.

    IT Wallet: i documenti entrano nell’App IO

    La vera novità del 2026, però, si chiama IT Wallet. Probabilmente avete notato un aggiornamento nell’App IO (l’app dei servizi pubblici). In parole povere, IT Wallet è il portafoglio digitale europeo. Non serve solo per “entrare” nei siti, ma per portare con voi i documenti digitali con valore legale.

    Ad oggi, potete caricare su App IO:

    • La Patente di Guida.
    • La Tessera Sanitaria.
    • La Carta Europea della Disabilità.

    Questi documenti digitali sostituiscono a tutti gli effetti quelli fisici in caso di controllo (in Italia). Se vi fermano a un posto di blocco e avete dimenticato il portafoglio a casa, mostrare la patente dall’App IO è perfettamente legale. Attivarlo è gratis e richiede due clic dentro l’applicazione, usando proprio lo SPID o la CIE per il primo accesso.

    Cosa fare se avete smarrito il PIN

    Chiudiamo con il problema classico: «Ho la carta elettronica, ma ho perso il foglio con il PIN e il PUK che mi hanno dato in Comune tre anni fa». Niente panico. Non serve prendere ferie per tornare all’anagrafe.

    Se avete associato un numero di cellulare o una mail alla vostra carta al momento del rilascio, potete recuperare il codice PUK direttamente dall’app CieID. Una volta recuperato il PUK, potete reimpostare il PIN da soli. Se invece non avevate fornito nessun contatto… beh, in quel caso purtroppo la gita in Comune è inevitabile. Meglio controllare subito nel cassetto dei documenti, prima che arrivi la scadenza fiscale.