Con l’immediato ritorno in scena della Elphaba che, incarnata da Cynthia Erivo, avevamo conosciuto nel 2024 in Wicked come incompresa a causa della sua insolita pelle verde, si comincia subito all’insegna del canto in Wicked parte 2, sequel di quello che si è trasformato nell’adattamento da grande schermo di un musical di Broadway – basato sul bestseller scritto da Gregory Maguire – di maggior successo di tutti i tempi, tanto da incassare ben settecentocinquanta milioni di dollari in tutto il mondo.
Sequel che, con immancabile bestiario parlante tirato occasionalmente in ballo, vede Elphaba ormai demonizzata come la Strega Malvagia dell’Ovest e destinata a vivere in esilio nella foresta di Oz, continuando la sua lotta per la libertà degli animali e cercando disperatamente di rivelare la verità sul Mago, ancora una volta in possesso dei connotati di Jeff Goldblum; mentre Glinda, ovvero la superstar mondiale vincitrice di Grammy e pluripremiata con il disco di platino Ariana Grande, divenuta l’emblema della bontà per tutta la popolazione risiede nel palazzo della Città di Smeraldo e gode dei vantaggi della fama e della popolarità.
Una Glinda che, scelta sotto le direttive di Madame Morrible alias Michelle Yeoh quale brillante punto di riferimento per il popolo di Oz, si prepara a sposare il Principe Fiyero interpretato da Jonathan Bailey, al contempo tormentata dalla separazione da Elphaba.
E, evitando di aggiungere altro per quanto riguarda il plot, in Wicked parte 2 abbiamo anche il Boq di Tony Ethan Slater e la Nessarose di Marissa Bode che, sorella di Elphaba, finisce in pericolo dal momento in cui fa la sua apparizione la giovane Dorothy del Kansas che i fan dei racconti di oziana memoria conoscono colto bene.
Come conoscono molto bene il leone, l’uomo di paglia e quello di latta che non mancano nel corso delle quasi due ore e venti minuti di visione che, nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 19 Novembre 2025, vedono al timone di regia lo stesso Jon M. Chu che si era occupato del capitolo precedente.
Quasi due ore e venti minuti di visione che, dai toni spesso tragici, ci portano oltretutto a conoscenza di retroscena relativi al Mago, il quale sembra addirittura strizzare l’occhio al Charlie Chaplin de Il grande dittatore in una sequenza che lo vede impegnato a giocare con un pallone raffigurante il mondo.
Ma, se Wicked, senza dimenticare l’animalismo, provvide ad amalgamare in note musicali tutto il politically correct d’inizio terzo millennio – dall’antirazzismo alle diversità assortite – risultando dinamico e scorrevole nonostante la sua nient’affatto breve durata di due ore e quaranta minuti, Wicked parte 2 non sembra riuscire nell’impresa di replicarne la riuscita.
Infatti, man mano che ribadisce anche che siamo attratti verso coloro che ci aiutano a crescere, nel riconcentrarsi sull’importanza dell’amicizia tra le due protagoniste si rivela piuttosto noioso e poco emozionante, oltre che tirato decisamente per le lunghe nel corso della sua fase conclusiva… spingendo in maniera inevitabile a pensare che, probabilmente, si sarebbe potuta condensare l’intera operazione in un unico lungometraggio.









