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    La Vespa compie 80 anni: la storia dell’ingegnere che odiava le moto e creò un mito

    La storia della Vespa comincia da un paradosso che pochi ricordano: l’uomo che la disegnò, l’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, le motociclette non le sopportava affatto. Eppure proprio da quel rifiuto, nell’Italia ferita del 1946, nacque l’oggetto che avrebbe rimesso in movimento un intero Paese. Oggi, a ottant’anni esatti da quel brevetto depositato a Firenze, la Vespa si prepara alla festa più grande della sua storia. Nel mini documentario qui sopra ripercorriamo come è andata davvero: un racconto di macerie, intuizioni e di un ronzio diventato leggenda.

    Le date fondamentali della vicenda meritano di essere fissate con precisione, perché il video le attraversa rapidamente. Il debutto pubblico dello scooter avvenne il 24 marzo 1946 alla Mostra della Meccanica e Metallurgia di Torino, dove vennero stipulati i primi contratti d’acquisto, mentre il 23 aprile 1946 la Piaggio & C. depositò presso l’Ufficio centrale dei brevetti di Firenze il modello di utilità che descriveva, con linguaggio burocratico, una rivoluzione: una motocicletta con telaio, parafanghi e cofano che coprivano tutta la meccanica. Pochi giorni prima, il 29 marzo 1946, il prototipo era stato presentato anche a Roma, al Circolo del Golf dell’Acquasanta: un legame con la Capitale che il cinema avrebbe poi reso immortale.

    Ottant’anni dopo, i numeri raccontano la portata del fenomeno: quasi 20 milioni di esemplari venduti nel mondo, un risultato che nessun altro scooter ha mai avvicinato. Per l’anniversario Piaggio ha presentato la serie speciale Vespa 80th, nei modelli Primavera e GTS, con una livrea in Verde Pastello che richiama le primissime Vespa del dopoguerra, recuperata dagli archivi storici dell’azienda.

    Il momento culminante delle celebrazioni è ormai alle porte: dal 25 al 28 giugno 2026 Roma ospiterà il raduno più grande nella storia del marchio, con il Foro Italico trasformato in “Vespa Village”, i club di 48 nazioni attesi nella Capitale e la grande parata in programma sabato 27. Chi ama le storie dell’industria italiana che ha motorizzato il Paese può proseguire il viaggio con il nostro racconto dedicato alla Fiat Ritmo.