Home Magazine TECH & GUIDE Truffe telefoniche e voci clonate: i dettagli per capire se è un’AI

Truffe telefoniche e voci clonate: i dettagli per capire se è un’AI

Persona che ascolta al telefono con aria tesa, analizzando la voce clonata.

Lo so, l’idea che qualcuno possa usare la voce di un nostro caro per ingannarci sembra uscita da un film di fantascienza un po’ cattivo, e ammetto che fa venire i brividi. È normale sentirsi vulnerabili quando gli strumenti che usiamo per restare in contatto con chi amiamo diventano armi nelle mani di malintenzionati digitali.

Come funziona il trucco della voce rubata

Per capire come difenderci, dobbiamo prima immaginare come lavorano questi nuovi truffatori. Non sono più i tempi in cui si sentiva un forte rumore di fondo o accenti improbabili. Oggi utilizzano programmi di intelligenza artificiale che funzionano un po’ come un sarto molto veloce: hanno solo bisogno di un piccolo brandello di stoffa, ovvero pochi secondi della nostra voce registrata magari da un video sui social, per cucire un intero vestito su misura. Questo vestito è una copia digitale della voce che può dire qualsiasi cosa. Tuttavia, proprio come un vestito fatto in fretta, se guardiamo bene le cuciture, notiamo che qualcosa non torna. Le voci artificiali spesso mancano di quelle piccole imperfezioni umane, come un respiro preso nel momento sbagliato, un leggero schiarirsi la gola o quel calore tipico che sentiamo quando parliamo con qualcuno che conosciamo da una vita.

I segnali di allarme durante la chiamata

Se ricevete una telefonata che vi puzza di bruciato, la prima regola è non farsi prendere dal panico, anche se la voce sembra proprio quella di vostro figlio o di un nipote che dice di essere in difficoltà. L’intelligenza artificiale è brava a imitare il suono, ma fa fatica a gestire il ritmo di una vera conversazione. Spesso ci sono dei silenzi innaturali tra la vostra domanda e la loro risposta, quasi come se il computer stesse pensando a cosa dire. È un po’ come quando usate il telecomando della televisione e c’è quel secondo di ritardo prima che cambi canale. Se notate queste pause metalliche, o se la persona dall’altra parte evita di rispondere a domande troppo personali, fermatevi un secondo. I truffatori puntano tutto sull’urgenza per non darvi il tempo di riflettere, proprio come quei venditori insistenti che non vi lasciano nemmeno respirare.

Creare un paracadute di sicurezza in famiglia

Il modo migliore per neutralizzare questa tecnologia non è diventare esperti di informatica, ma usare il buon senso antico. Immaginate di avere una parola d’ordine, come quelle che si usavano nei vecchi club privati o tra i ragazzini nei giochi in cortile. Stabilite con i vostri familiari una parola segreta o una domanda a cui solo voi sapete rispondere, qualcosa di domestico come il nome del primo gatto di casa o il piatto preferito che la nonna preparava la domenica. Se ricevete una chiamata sospetta, chiedete quella parola. Un computer, per quanto potente, non può conoscere i segreti del vostro cassetto della memoria se voi non li avete mai messi su internet. Se l’interlocutore tentenna o si arrabbia perché non sa rispondere, avete la prova che quella non è la persona che dice di essere.

Cosa fare se il dubbio persiste

Nel caso in cui la telefonata vi lasci addosso una strana sensazione, seguite il consiglio che darebbe un buon vecchio maresciallo: riattaccate e richiamate voi. Non usate la funzione richiama del telefono, ma cercate il numero nella vostra rubrica e fate partire la chiamata manualmente. È come chiudere la porta a chiave e riaprirla solo a chi conosciamo davvero. Se la persona è davvero in difficoltà, risponderà al vostro numero abituale. Ricordate che le banche, le poste o le forze dell’ordine non vi chiederanno mai soldi o bonifici immediati al telefono usando toni drammatici. La tecnologia corre veloce, ma la nostra prudenza e il legame diretto con i nostri cari sono serrature che nessun algoritmo, per ora, riesce a scassinare con facilità.

Cerca di non condividere mai file audio troppo lunghi della tua voce o di quella dei tuoi nipoti su profili social aperti a tutti, perché sono proprio quelli i campioni che i malintenzionati usano per alimentare i loro software di clonazione.