Home Magazine Entertainment “The ugly stepsister”: gli orrori di Cenerentola

    “The ugly stepsister”: gli orrori di Cenerentola

    Nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 30 Ottobre 2025, è attraverso un tragico prologo che prende avvio The ugly stepsister, co-produzione tra Norvegia, Danimarca, Romania, Polonia e Svezia diretta dalla Emilie Blichfeldt proveniente dai cortometraggi.
    Poster del filmE un’ultima immagine, invece, vi attende al termine dei titoli di coda… ma, procedendo in ordine, la circa ora e cinquanta di visione in questione si propone di rivisitare in una chiave del tutto inedita la popolare favola di Cenerentola rendendone protagonista la sorellastra Elvira, cui concede anima e corpo la televisiva Lea Myren.
    È infatti quest’ultima a mostrarsi disposta a tutto nel cercare di conquistare il principe Julian alias Isac Calmroth e avere la meglio sulla bellissima sorella acquisita Agnes, ovvero Thea Sofie Loch Næss, nel corso di un racconto in fotogrammi che in un certo senso spinge a pensare, inizialmente, ad un’operazione analoga a quelle spesso messe in piedi da Sofia Coppola nell’attualizzare storie già note.
    Solo inizialmente, però, in quanto, per fortuna, a differenza della figlia di Mr. Apocalypse now la Blichfeldt non va alla ricerca del clima glamour acchiappa-pubblico, ma abbraccia un universo macabro che potrebbe richiamare nella memoria del lettore di fumetti d’inizio anni Novanta una delle “fiabe scannate” (quella dedicata a Cenerentola, appunto) proposte dalla mitica rivista disegnata Splatter.
    Del resto, man mano che la narrazione avanza piuttosto lentamente, diverse sono le torture e le sofferenze che Elvira affronta al fine di rendere appetibile il proprio aspetto fisico, da una dolorosamente grottesca rimozione dell’apparecchio dentale ad un ancor più doloroso “aggiustamento” del naso, fino all’impressionante cucitura delle ciglia.
    Perché, senza ovviamente dimenticare l’immancabile questione della scarpetta, è in territorio horror che s’immerge The ugly stepsister; ma evitando di strizzare l’occhio al pubblico dei teen-ager da blockbuster a stelle e strisce all’insegna del brivido facile e ricordando, al contrario, le atmosfere di una certa filmografia più o meno oscura degli anni Settanta che era pane per i denti del cinefilo adulto maggiormente esigente ai gloriosi tempi del boom delle emittenti televisive private e delle polverose videoteche.
    Basterebbe citarne la forte componente sessuale – a tratti anche piuttosto esplicita – per suggerire probabili influenze provenienti dalla poetica di autori surreal-exploitation del calibro del francese Jean Rollin, del polacco Waleran Borowczyk e dello spagnolo Jess Franco.
    Con tanto di humour nero non poco presente tra una situazione e l’altra, per un body horror che, al di là del lato d’intrattenimento raccapricciante, affronta importanti tematiche quali la propria identità, la pressione sociale delle aspettative familiari e, soprattutto, l’adattamento esasperato agli standard di bellezza divenuto sempre più una piaga nel superficialissimo XXI secolo dei social network e dell’apparire ad ogni costo.