Mostruoso, armato di mocio e, soprattutto, massacratore di cattivi, il vendicatore tossico è divenuto immediatamente il fiore all’occhiello della trashissima factory Troma di Lloyd Kaufman fin dalla sua primissima apparizione in The toxic avenger, datato 1984 e generatore di tre sequel concepiti tra il 1989 e il 2000.
Una tetralogia firmata dallo stesso Kaufman – ma i cui primi tre capitoli riportano la co-regia di Michael Herz – che, oltre ad essere presente come comparsa, figura in qualità di produttore nella oltre ora e quaranta di visione scritta e diretta dall’attore Macon Blair per concepirne un reboot.
Una oltre ora e quaranta di visione che differisce in diversi elementi rispetto al prototipo; in quanto, mentre lì il protagonista era tale Melvin di Tromaville, imbranato e grottesco inserviente di una palestra che finiva accidentalmente in un bidone di liquami radioattivi per ritrovarsi trasformato nel giustiziere suggerito dal titolo, qui, interpretato dal nano Peter Dinklage della popolare serie televisiva Il trono di spade, si chiama Winston, ha a carico il figliastro Wade dal volto del Jacob Tremblay di Wonder e fa le pulizie all’interno di un impianto chimico di Saint Roma dove poi finisce per andare incontro al destino che ormai tutti conoscono.
In aggiunta abbiamo il fatto che, prima di subire la fatidica trasformazione, scopre di essere affetto da un male incurabile; ma, se il vendicatore tossico del capostipite indossava un tutù da ballerina perché umiliato attraverso lo scherzo attuato da alcuni bulli che lo ha poi portato a cadere nel bidone di cui sopra, a questo del rifacimento viene accroccato con un’autentica forzatura di sceneggiatura.
Un aspetto che rappresenta soltanto uno dei difetti dell’operazione, che, pur omaggiando il lungometraggio di riferimento tramite sequenze come quella del massacro all’interno del fast food e, in generale, l’universo Troma tirando in ballo anche una colorata rock band di delinquenti, manca proprio dell’irriverenza e della scorrettezza che negli anni Ottanta si rivelarono il mix vincente kaufmaniano nell’unire horror e commedia “sporcacciona” alla Porky’s.
Basterebbe notare che abbiamo soltanto un fugacissimo topless in questo The toxic avenger 2025, tutt’altro che privo di gradito splatter digitale decisamente convincente, ma in cui l’assenza dell’appena citato mix tende a rendere fiacca un’evoluzione narrativa paradossalmente piuttosto movimentata.
Per il resto, tra corrosiva urina radioattiva, braccia e teste staccate, man mano che viene mantenuto il sottotesto ecologista tipico delle produzioni Troma abbiamo la figura di un medico clochard irrilevante come pure quella del già menzionato figliastro di Winston e un ingobbito Elijah Wood nei panni del Fritz fratello del malvagio Bob Garbinger, villain portato in scena senza troppo carisma dal solitamente apprezzabile Kevin Bacon guardando, con ogni probabilità, ai cattivi del secondo e terzo The toxic avenger.
In conclusione, con un’ultima sequenza posta al termine dei titoli di coda, un rifacimento che – nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 30 Ottobre 2025 – potrà conquistare al massimo coloro che non sono a conoscenza della folle pellicola del 1984 e che, dunque, si lasceranno sorprendere da quella che risulterà ai loro occhi la storia di un supereroe sfigurato totalmente nuovo… anche perché i quattro film da cui tutto prende le mosse non hanno mai avuto distribuzione ufficiale sul grande schermo tricolore e, oltretutto, difficoltosa da queste parti è stata la loro circolazione nel mercato dell’home video.









