Tra interviste e false immagini di raccapriccianti situazioni, il lunghissimo prologo di Shelby Oaks – Il covo del male spinge immediatamente a pensare che ci troviamo dinanzi ad un found footage, ma, in realtà, non rientra del tutto nel filone il debutto alla regia di Chris Stuckmann, uno dei maggiormente seguiti critici e content creator del mondo.
Nel raccontare la vicenda della Mia interpretata da Camille Sullivan, fermamente intenzionata a ritrovare la sorella facente parte di un quartetto di youtuber ricercatori del paranormale di cui soltanto tre, dopo la misteriosa scomparsa avvenuta una decina di anni prima, ritrovati come cadaveri dilaniati, la circa ora e mezza di visione cerca infatti di fondere più linguaggi.
Da un lato abbiamo forti echi provenienti da cult e classici del citato sottogenere a base di mockumentary horror quali ESP – Fenomeni paranormali dei Vicious Brothers (al secolo Stuart Ortiz e Colin Minihan) e, soprattutto, The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair di Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez, dall’altro l’evidente tentativo di rimanere nei binari della narrazione comune.
Quindi, sebbene, man mano che entra in scena anche una vecchia videocassetta riportante il nome di “Shelby Oaks” stretta tra le mani da un individuo che si toglie la vita davanti agli occhi della protagonista dopo che lei le ha aperto la porta della sua casa, ad abbondare siano immagini di filmati ritrovati e riprese in movimento, non è totalmente in soggettiva che si costruisce lentamente l’operazione, benedetta dalla produzione esecutiva del Mike Flanaghan autore di Oculus – Il riflesso del male e Doctor Sleep.
Operazione il cui titolo fa riferimento alla cittadina abbandonata segnata da eventi inspiegabili e su cui proprio il quartetto aveva indagato, portando di conseguenza Mia ad addentrarsi tra vecchie prigioni e altre fatiscenti costruzioni.
Ma, al di là della decisamente inquietante sequenza che si svolge all’interno dell’abitazione dell’anziana Norma alias Robin Bartlett e di un momento da eco-vengeance (filone dedicato agli animali assassini) con feroci cani, Shelby Oaks – Il covo del male non offre molto, rivelandosi semplicemente un esercizio di stile dal forte sapore di esile idea per cortometraggio dilatata oltremisura e, probabilmente, capace di accattivarsi per lo più i profani che soltanto ora si avvicinano all’orrore da schermo.
C’era da aspettarsi ben altro da quello che, applaudito come uno dei migliori esordi horror degli ultimi anni ai festival internazionali Fantasia e FrightFest, è già entrato nella storia del genere in quanto vantante il più alto finanziamento nella storia di Kickstarter, con oltre quattordicimila partecipanti e 1,4 milioni di dollari raccolti.
Nelle sale cinematografiche italiane dal 19 Novembre 2025.









