Mentre il cinema propone M3gan 2.0 e il famigerato Chucky ha ormai dirottato le proprie sanguinarie imprese nell’omonima serie televisiva, Digitmovies Cinema aggiunge alla propria collana Fright Vision La bambola che uccide, diretto nel 1991 da Maria Lease.
Un inedito cinematografico che, circolato dalle nostre parti in videocassetta, negli anni Novanta, con il titolo Dolly dearest – La bambola che uccide, rivive dunque su supporto dvd in versione restaurata in HD, rispolverando uno dei meno conosciuti pupazzi killer della storia dell’horror.
Quasi un’ora e mezza di visione destinata a prendere avvio nel momento in cui un imprudente archeologo libera da un’antica tomba in Messico uno spirito maligno che trova poi rifugio in un vicino magazzino abbandonato dove approda presto una famiglia di Los Angeles interessata ad avviare, appunto, un’attività di fabbricazione di bambole.
Famiglia costituita dal padre Elliot, interpretato dal Sam Bottoms di Apocalypse now, dalla madre Marilyn, con il volto della Denise Crosby del kinghiano Cimitero vivente, e dai figli Jimmy e Jessica, ovvero Chris Demetral e Candy Hutson.
Quest’ultima che si fa regalare dal padre proprio una delle ultime bambole rimaste nel posto, ignara del fatto che essa, cui ha dà il nome di Dolly, sia posseduta; tanto da influenzarla negativamente, portandola ad assumere un comportamento non troppo rassicurante.
Ma, sghignazzante e caratterizzata da una parlata diabolica, Dolly in realtà non è l’unica bambola dotata di vita propria in quello che si rivela fotogramma dopo fotogramma un mix di pellicola a base di possessioni demoniache e filone dei fantocci ammazza-innocenti.
E, man mano che la narrazione avanza lentamente, come da tradizione del genere non manca chi finisce per rimetterci le penne (con fulminante scossa elettrica inclusa nel mucchio), in un’operazione che annovera nel cast anche il compianto Rip Torn di Men in black nei panni di Karl Resnick, archeologo inviato dall’università.
Senza contare l’Ed Gale che, anch’egli recentemente scomparso, incarna nientemeno che la bambola come fece, tra l’altro, proprio nel caso del primo lungometraggio incentrato sul sopra menzionato Chucky.
Con il trailer originale nella sezione extra del disco, dunque, La bambola che uccide è una piccola chicca dimenticata da riscoprire.









