Home Magazine Entertainment Riscoperto in dvd il rarissimo “Canzoni bulli e pupe”

    Riscoperto in dvd il rarissimo “Canzoni bulli e pupe”

    A cominciare dal titolo, che intende chiaramente richiamare alla memoria il super classico del musical Bulli e pupe realizzato nel 1955 da Joseph L. Mankiewicz, tanti sono i motivi di interesse che spingono al recupero di Canzoni bulli e pupe di Carlo Infascelli, riscoperto su supporto dvd da Mustang Entertainment dopo essere scomparso nel nulla dai tempi della sua distribuzione cinematografica, se escludiamo un passaggio televisivo risalente agli anni Novanta ma privo di un quarto d’ora di film.
    Minutaggio, quello assente, relativo soprattutto allo sketch del Franco Franchi cameriere e del Ciccio Ingrassia cliente del ristorante che campeggiano sulla locandina, in quanto la storia che ruota attorno al concepimento di questa operazione è a dir poco intrigante.
    Dunque, procedendo in ordine, nel 1963 Domenico Paolella firma una co-produzione in bianco e nero tra Austria, Italia e Liechtenstein intitolata Ballo in maschera da Scotland Yard che, sulla falsariga di esempi analoghi come I Teddy boys della canzone diretto dallo stesso tre anni prima, mescola un’esile trama-pretesto con esibizioni di idoli musicali dei ragazzi dell’epoca, tra i quali Peppino Di Capri che sfodera la sua cover di Let’s twist again di Chubby Checker.
    Nell’opera in questione, della durata di circa un’ora e ventisei minuti, nessuna traccia, però, dei due citati comici siciliani, che invece, nel pieno del loro successo, vengono inseriti un anno più tardi, appunto, in Canzoni bulli e pupe, praticamente un rimontaggio di Ballo in maschera da Scotland Yard.
    Rimontaggio più corto di dieci minuti e che esclude varie sequenze del prototipo originale, tra cui quella del già menzionato Di Capri e un momento canoro per il jazz singer Bill Ramsey che là interpretava tale Agostino Celli e qui è invece Leonardo Da Rivinci (!!!), matto in fuga dal manicomio che dichiara di essere in contatto con lo storico scienziato e inventore.
    Matto i cui ritrovati da un lato rischiano di essere rubati da France alias France Anglade, dall’altro suscitano l’interesse del giovane pubblicitario Giorgio Bonetti, ovvero lo Stelvio Rosi divenuto poi presenza quasi fissa dei cosiddetti “musicarelli”, tra un In ginocchio da te e un Mezzanotte d’amore.
    Ma precisiamo che Canzoni bulli e pupe non è propriamente classificabile all’interno di quest’ultima categoria, in quanto la sua struttura intende per lo più abbracciare la allora dilagante moda del cinebox, sorta di juke box attraverso cui era possibile visionare veri e propri videoclip ante litteram.
    Di conseguenza, alla maniera de I Teddy boys della canzone di cui sopra, mentre il plot tira in ballo volti noti della Settima arte leggera quali il Capannelle (all’anagrafe Carlo Pisacane) de I soliti ignoti, Rossella Como, Carlo Delle Piane, Fiorenzo Fiorentini e Gianni Dei, sullo schermo si alternano vari nomi gettonati delle note anni Sessanta, da Nini Rosso ad una giovanissima Gigliola Cinquetti, passando per Clem Sacco, Bruno Filippini, Cocky Mazzetti, le Peter Sisters, le gemelle Alice ed Ellen Kessler e, non ultimo, il piccolo Giannetto che canta A me piace Celentano.
    Il tutto con annessa parentesi sentimentale del caso… per un autentico reperto archeologico dell’universo della celluloide accompagnato in questo disco dal trailer della versione tedesca, dalla registrazione analogica del passaggio televisivo (di neppure un’ora) e da trentadue minuti di incontro con gli esperti di Franco e Ciccio Giacomo Di Nicolò e Giuseppe Galluzzo.