Inclusa in una colonna sonora comprendente anche la Sarà per te di Francesco Nuti e un’esecuzione di Ci vorrebbe il mare di Marco Masini per mano di Fabio Volo, è la Love to love di Tina Charles ad accompagnare i titoli di testa di Prendiamoci una pausa, che, nelle sale cinematografiche a partire dal 15 Gennaio 2026, segna per Christian Marazziti il ritorno alla regia di una commedia, genere affrontato otto anni prima attraverso Sconnessi.
E, proprio come in quel caso, è un ricco comparto attoriale a popolare l’operazione, il cui punto di partenza è un interrogativo: l’amore è un video che si può mettere in pausa?
Un ricco cast a cominciare dal già citato Volo, cui fanno da genitori Daniela Poggi e Alessandro Haber e qui accoppiato ad una Ilenia Pastorelli secondo la quale una pausa di riflessione rappresenta l’occasione perfetta al fine di rimettere in ordine la vita.
Impostagli dalla moglie Claudia Gerini, che la vede come una necessità, la pausa di riflessione è invece una ferita aperta nei pensieri di un Marco Giallini ristoratore, nel cui locale lavora in cucina un Ricky Memphis che vive con la mamma Simona Marchini.
Mentre, conosciuto online un giovane, Aurora Giovinazzo considera tale pausa un imprevisto fantasioso, nel corso di un insieme il cui intreccio di storie portate in scena – su sceneggiatura a firma del regista stesso affiancato da Mauro Graiani e Gianni Corsi – mira a raccontare tre diverse generazioni: i quarantenni, i quasi sessantenni e gli appena maggiorenni.
Un insieme che, man mano che suggerisce anche che conta solo la felicità dei nostri figli e non quello che vogliamo noi, spinge probabilmente a storcere il naso durante lo svolgimento della sua prima parte, caratterizzata da un ritmo generale forse più adatto alle narrazioni televisive nel presentare i vari personaggi; con inclusi una Eleonora Puglia amica di Volo e un Paolo Calabresi sostenitore del poliamore, di conseguenza interessato ad incontrare varie donne proprio nel ristorante del citato Giallini.
Un Giallini che, nel rispondere ad un transessuale che gli chiede una sigaretta, ci regala oltretutto quella che si rivela – insieme all’esilarante ricordo del “Caciara” riportato da Calabresi ad una Lucia Ocone psicologa – la battuta più divertente di Prendiamoci una pausa, fortunatamente destinato a migliorare strada facendo.
Tra fluidità di genere, qualche immigrato occasionalmente coinvolto e una gravidanza in agguato, è infatti in particolar modo un inaspettato plot twist a consentire di rivedere quello che poteva essere inizialmente il giudizio negativo sul film.
Nulla di eccezionale, ma comunque un prodotto gradevole e capace anche di dispensare emozioni ai palati meno esigenti… con un plauso che, al di là dei nomi noti, va al cast dei ragazzi capitanato da una decisamente apprezzabile Giovinazzo.









