Con l’arrivo della stagione fredda, le forze dell’ordine intensificano i controlli sul rispetto delle normative che regolano la circolazione stradale in presenza di neve, ghiaccio o semplicemente basse temperature. Il dettaglio spesso trascurato, ma che può comportare sanzioni salatissime, riguarda l’adeguatezza dell’equipaggiamento del veicolo: l’assenza di pneumatici invernali o catene da neve a bordo, laddove vige l’obbligo, rappresenta una violazione che può sfiorare i 400 euro.
L’obbligo di equipaggiamento in Italia
Il Codice della strada italiano stabilisce che durante il periodo invernale, generalmente dal 15 novembre al 15 aprile (salvo diverse ordinanze locali che possono anticipare o posticipare le date), su specifiche tratte stradali e autostradali, i veicoli debbano essere muniti di mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali. Queste aree sono segnalate da appositi cartelli stradali che indicano l’obbligo. Le amministrazioni provinciali o comunali definiscono annualmente le strade interessate, in base all’altitudine e alla probabilità di condizioni meteorologiche avverse.
Cosa prevede la legge: pneumatici e catene
Gli automobilisti hanno due opzioni per mettersi in regola. La prima consiste nell’installare pneumatici invernali, riconoscibili dalla marcatura M+S (Mud and Snow). Questi devono avere un indice di velocità adeguato e, se montati in un periodo fuori dall’obbligo stagionale, devono comunque rispettare i limiti minimi di legge. La seconda opzione è tenere a bordo del veicolo le catene da neve omologate e adatte alla misura degli pneumatici montati. È fondamentale che le catene siano a portata di mano, non sigillate nella confezione originale, e che il conducente sappia come montarle rapidamente.
Le sanzioni e l’immediato fermo del veicolo
Il mancato rispetto dell’obbligo di equipaggiamento invernale è severamente punito. Se il controllo avviene all’interno del centro abitato, la multa parte da 41 euro e può arrivare fino a 168 euro. Tuttavia, la situazione peggiora drasticamente sulle strade extraurbane, dove la sanzione minima parte da 87 euro, con un massimo di 344 euro. Se la contravvenzione viene contestata su una strada autostradale, l’importo minimo sale a 173 euro. A questi importi si aggiungono spesso le spese per la notifica e il possibile decurtamento di punti dalla patente. È questa somma di costi che può far lievitare l’esborso fino a quasi 400 euro.
Oltre la sanzione pecuniaria, c’è un elemento di deterrenza ancora più forte: l’immediato divieto di circolazione. Se fermati, i conducenti non in regola vengono invitati a dotarsi dell’equipaggiamento necessario prima di poter riprendere la marcia, bloccando di fatto il viaggio. Se il conducente non è in grado di rimediare immediatamente alla mancanza, è prevista anche la possibilità del ritiro del libretto di circolazione.









