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Passaporto su Google Wallet in Italia: cos’è ID Pass e dove non funziona

Passaporto elettronico con chip NFC accanto a smartphone con schermata di verifica identità digitale Google Wallet

Lo sappiamo bene, l’idea di viaggiare leggeri e avere tutta la nostra vita racchiusa in un singolo schermo è un richiamo irresistibile per chiunque. Magari stai già accarezzando il pensiero di poter lasciare finalmente i documenti cartacei chiusi nella cassaforte della stanza d’albergo, girando per le strade di una capitale straniera avendo in tasca solamente il tuo smartphone. Ti capisco perfettamente, la paura di smarrire i documenti in vacanza è una preoccupazione che condividiamo tutti. Voglio però fermarti un attimo prima che tu possa rovinare la tua partenza. Attivare questa nuova funzione tecnologica convinti di poter sfidare i controlli aeroportuali a mani vuote è un errore concreto. La fotografia del tuo documento custodita nel telefono non ha alcun valore legale davanti a un agente di frontiera. Vediamo esattamente come stanno le cose e a cosa serve per davvero questa novità.

Cos’è ID Pass e cosa fa davvero

Il 4 giugno 2026 i vertici di Google sono saliti sul palco dell’evento Money 20/20 Europe di Amsterdam per presentare ufficialmente una novità destinata a cambiare il nostro modo di navigare online. Hanno svelato ID Pass, un sistema intelligente che trasforma il tuo passaporto fisico in una credenziale digitale da custodire all’interno dell’applicazione Google Wallet. Può sembrare complicato e fa venire il mal di testa pensare a come le nostre informazioni personali possano finire dentro a un circuito elettronico, ma il meccanismo è ingegnoso e nato proprio per tutelare al massimo la riservatezza.

Pensa al tradizionale passaporto cartaceo come a un libro aperto. Quando lo consegni a un portiere d’albergo per confermare la tua età, stai involontariamente regalando anche il tuo indirizzo di residenza, il tuo luogo di nascita e una serie di dettagli che a quella persona non servono affatto. Il nuovo strumento di Google introduce il concetto delle credenziali selettive, funzionando esattamente come un buttafuori privato o un portafoglio magico. Se un sito web deve verificare che tu sia maggiorenne per farti accedere a un servizio, il sistema comunicherà soltanto la tua data di nascita, mantenendo sotto chiave tutto il resto.

Come si attiva sui nostri telefoni

La procedura per inserire il documento all’interno dello smartphone richiede pochissimi passaggi e ti guida in modo chiaro. Prima di iniziare, procurati il tuo passaporto e posizionati in una stanza ben illuminata. Prendi il telefono, apri l’applicazione Google Wallet e tocca il pulsante dedicato ad aggiungere una nuova tessera, selezionando dal menu la voce specifica per l’identificazione.

Il sistema ti domanderà prima di tutto di scattare una fotografia molto nitida della pagina principale, quella dove si trova stampata la tua foto tessera. Successivamente dovrai appoggiare fisicamente il telefono sul documento per permettere all’antenna NFC dello smartphone di dialogare con il piccolo chip nascosto. Un consiglio pratico, visto che non sempre la comunicazione elettronica è immediata: se il telefono non legge il chip al primo tentativo, prova ad appoggiarlo sulla copertina posteriore o sulla pagina con la tua foto tessera, ruotando e muovendo leggermente il dispositivo fino a fargli agganciare il segnale. Infine, per evitare frodi informatiche, la fotocamera frontale ti chiederà di registrare un rapido video del tuo volto per confermare che tu sia realmente il proprietario di quel documento.

Presta grande attenzione a un dettaglio tecnico vincolante per la procedura. Questa operazione richiede obbligatoriamente un passaporto elettronico in corso di validità, facilmente riconoscibile dal simbolo rettangolare simile a una macchina fotografica stampato in basso sulla copertina. La normale carta d’identità non viene accettata per questo particolare servizio.

Dove funziona e dove no nella quotidianità

Questo è il passaggio in cui tracciamo una linea netta tra il mondo virtuale e la vita fisica, perché la confusione che si sta creando è davvero tanta. Il nuovo strumento di Google serve quasi esclusivamente per gli accessi su internet. Potrai usarlo comodamente seduto sul divano per recuperare l’accesso a un portale online, per confermare la tua identità su una piattaforma di servizi o per iscriverti a siti che richiedono la maggiore età in modo blindato.

Togliti però dalla testa l’idea di poterlo usare nel mondo reale. Se ti presenti al varco di sicurezza di un aeroporto, a un posto di blocco della polizia stradale o al bancone di un hotel mostrando lo schermo del telefono, verrai cortesemente respinto. Per tutti i contesti in presenza dove la legge impone l’identificazione formale, il libretto cartaceo rimane l’unico lasciapassare che conta. In Italia stiamo vivendo una situazione parallela attraverso l’app IO, che ospita patente di guida e tessera sanitaria. L’iniziativa di Google viaggia su un binario completamente slegato ed è pensata per rendere sicure e veloci le tue operazioni digitali, non per farti imbarcare su un volo.

La privacy e la conservazione dei dati

So perfettamente qual è il tuo primo pensiero arrivati a questo punto della lettura. L’idea di consegnare il proprio documento d’identità a un gigante di internet fa scattare un campanello d’allarme sacrosanto. In realtà la tecnologia impiegata ricalca il funzionamento della cassaforte nascosta in casa tua, non quello di un deposito bagagli aperto al pubblico. L’azienda ha garantito ufficialmente che le tue informazioni non finiscono in nessun server remoto sparso per il globo.

Il processo di creazione della credenziale avviene interamente sul tuo dispositivo e il risultato viene chiuso a doppia mandata in un’area inaccessibile della memoria interna. Cosa succede se ti rubano il cellulare sull’autobus e il ladro conosce persino il codice di sblocco dello schermo? Puoi tirare un sospiro di sollievo, perché per aprire e visualizzare il passaporto digitale non basta conoscere il semplice PIN numerico. Il sistema esige obbligatoriamente il riconoscimento biometrico del vero proprietario, leggendo la tua impronta digitale o inquadrando il tuo viso. Se decidi di riportare il telefono alle impostazioni di fabbrica per venderlo, i dati verranno inceneriti istantaneamente e dovrai semplicemente ripetere l’abbinamento sul nuovo acquisto.

Quando arriva in Italia e cosa fare adesso

L’azienda ha comunicato che la diffusione di questa nuova architettura avverrà entro la fine dell’estate 2026, senza però segnare una data in rosso sul calendario. Non c’è alcun bisogno di farsi prendere dall’ansia o di cercare freneticamente applicazioni sconosciute da scaricare in rete, rischiando magari di incappare in qualche truffa organizzata.

Il consiglio pratico è di iniziare a monitorare la tua applicazione Wallet a partire dal mese di luglio. Come accade regolarmente con le novità legate ad Android 17 e il nuovo aggiornamento Google, le funzioni più corpose vengono rilasciate in modo graduale per evitare sovraccarichi ai server. Goditi le imminenti vacanze estive con serenità e ricordati di infilare il passaporto cartaceo nella borsa a mano prima di chiudere la porta di casa.