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    La Stella della Mole arriva a Pamela Anderson, dentro un elenco che dice più di quanto sembri

    Pamela Anderson in un primo piano a viso naturale, premiata con la Stella della Mole al Torino Film Festival 2026

    C’è un momento preciso nella parabola di ogni stella di Hollywood in cui l’industria smette di guardarla con sufficienza e inizia ad ascoltarla davvero. Per l’ex bagnina più famosa della televisione mondiale, quell’istante è finalmente giunto all’ombra della Mole Antonelliana.

    Il Premio Stella della Mole al 44° Torino Film Festival

    La notizia ha il sapore di una consacrazione definitiva. Tra il 24 novembre e il 2 dicembre 2026, il capoluogo piemontese accoglierà l’attrice canadese come ospite d’eccezione della 44ª edizione del Torino Film Festival. In questo contesto formale, riceverà la Stella della Mole, un riconoscimento che negli ultimi anni ha saputo intercettare le traiettorie più affascinanti della settima arte. Non appare un caso che la kermesse torinese, da sempre attenta alle sfumature del cinema d’autore, abbia scelto proprio questo istante storico per celebrare una figura tanto radicata nell’immaginario pop quanto, per lungo tempo, esiliata dalla critica severa.

    Cos’è la Stella della Mole: il riconoscimento delle riscoperte

    Nato nel 2020, questo premio riproduce fedelmente la forma della Mole Antonelliana. Nelle sue declinazioni, si è trasformato rapidamente in un formidabile indicatore di rinascita artistica. Scorrendo l’albo d’oro delle edizioni passate, si respira la netta sensazione che la Stella della Mole custodisca una spiccata predilezione per chi ha saputo reinventare il proprio percorso.

     

    Anno Edizione TFF Premiato
    2020 38ª Edizione Isabella Rossellini
    2021 39ª Edizione Monica Bellucci
    2022 40ª Edizione Malcolm McDowell
    2024 42ª Edizione Sharon Stone / Matthew Broderick
    2026 44ª Edizione John Travolta
    2026 44ª Edizione Pamela Anderson

    Si tratta di icone che, esattamente come la premiata di quest’anno, hanno attraversato decenni di fama planetaria per poi trovare, nella maturità, una chiave espressiva del tutto inedita e sorprendente. Un percorso di riabilitazione artistica che si affianca ad altri nomi eccellenti, celebrati in città nel corso del tempo, come Antonio Banderas.

    The Last Showgirl e quella storica candidatura ai Golden Globe

    Tutto questo fermento non sarebbe sbocciato senza la lucida intuizione di Gia Coppola. Dirigendola in The Last Showgirl, la regista ha spogliato la diva dalle sovrastrutture patinate degli anni 90, consegnando al pubblico una donna autentica, vulnerabile e straordinariamente intensa. Un ruolo che ha fruttato una meritata candidatura ai Golden Globe come miglior attrice protagonista, scardinando all’improvviso i radicati pregiudizi di un’intera industria. L’interpretazione ha mostrato un lato crudo e sincero, permettendo al mondo intero di scoprire un talento drammatico tenuto colpevolmente in ombra dalle copertine patinate e confermando, di fatto, una rinascita d’attrice che avevamo già raccontato quando il film che gliel’ha permessa, The Last Showgirl, è arrivato al centro dell’attenzione.

    Da Una pallottola spuntata ai set d’autore: i nuovi progetti

    Questo momento di grazia non si esaurisce in una singola pellicola. La carriera dell’attrice sta vivendo una fase di fermento che sorprende per varietà e prestigio. La scorsa estate è tornata a calcare i grandi schermi affiancando Liam Neeson nel fortunato reboot targato Paramount di Una pallottola spuntata. Un’operazione nostalgica in cui la sua interpretazione ha ottenuto ampi consensi, tanto da essere segnalata, come riferisce esplicitamente il comunicato stampa, da IndieWire tra le “migliori interpretazioni del 2025”. Il futuro prossimo appare altrettanto denso: dalla recente partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 con Place to Be di Kornél Mundruczó, al fianco di giganti come Ellen Burstyn, fino alle imminenti uscite di Somedays con Billy Bob Thornton e Love Is Not the Answer, esordio alla regia di Michael Cera. Senza trascurare Alma di Sally Potter, dove condivide la scena con Richard E. Grant. Si delinea chiaramente il ritratto di un’interprete instancabile, capace di spaziare dalla commedia al dramma d’autore con una naturalezza disarmante.

    Il coraggio di lasciare aperta la propria storia

    La parabola di Pamela Anderson rappresenta molto più di un semplice ritorno in auge. Diventa un manifesto contro il cinismo di un’industria che spesso ama cristallizzare i propri idoli per poi dimenticarli senza troppi complimenti. Lo ha sottolineato con grande precisione il direttore artistico Giulio Base, motivando pubblicamente la scelta del premio: «Il cinema a volte compie dei prodigi: come farci incontrare per la prima volta qualcuno che conosciamo da sempre. Pamela Anderson ci ha regalato questa emozione. Pensavamo di sapere tutto di lei, poi in The Last Showgirl ogni suo gesto ha lasciato affiorare una sensibilità d’interprete che commuove e sorprende. Con la Stella della Mole celebriamo il suo talento e il coraggio di lasciare aperta la propria storia, anche quando il mondo pensava di averne già scritto il finale».

    Un’osservazione acuta che invita a una riflessione sociale più profonda. In un’epoca che brucia carriere alla velocità di una notifica, la capacità di prendersi il proprio tempo, di aspettare il copione giusto e di mettersi in gioco senza armature, costituisce un atto di vera sovversione. La vera eleganza risiede proprio nel saper riscrivere la trama quando gli spettatori pensavano di conoscere già i titoli di coda.

    Se quest’inverno vi capiterà di passeggiare per le strade fredde ma vibranti di Torino, un passaggio nelle sale del festival potrebbe regalarvi l’incontro inatteso con una donna che ha appena iniziato a mostrare la sua anima migliore.

    Foto: Andreas Rentz