Nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 22 Gennaio 2026, Mercy – Sotto accusa porta immediatamente in scena il Chris Pratt del franchise Marvel Guardiani della Galassia in un contesto futuristico.
Contesto in cui veste i panni del detective Chris Raven, il quale finisce sotto processo perché accusato di aver ucciso la moglie, dal volto di Annabelle Wallis.
Ma non ci troviamo dinanzi al più classico dei legal thriller, in quanto non solo Chris deve dimostrare la propria innocenza entro un’ora e mezza, ma è costretto a farlo davanti al Giudice, ovvero Rebecca Ferguson, intelligenza artificiale avanzata che lui stesso aveva contribuito a creare.
Intelligenza artificiale che, dunque, deciderà il destino dell’uomo, che apprendiamo anche essere padre dell’adolescente Britt alias Kylie Rogers; mano che l’innovativo sistema giudiziario provvede anche a mostrare video precedenti al tragico fatto, avendo accesso a tutte le telecamere, i cellulari e i database.
Perché, mentre viene coinvolta nelle indagini Jacqueline “Jaq” Diallo, collega del protagonista interpretata da Kali Reis, è completamente sul serrato confronto tra lui e la macchina che si concentra la circa ora e quaranta di visione.
Una circa ora e quaranta di visione che, come di consueto, al timone di regia il cineasta di origini sovietiche Timur Bekmambetov gestisce privilegiando l’azione; fortunatamente, però, in maniera non eccessivamente caotica e fracassona come fece ai tempi de I guardiani della notte e del suo sequel I guardiani del giorno.
La macchina da presa, di conseguenza, è in continuo movimento, ma, tra impeccabile resa degli effetti digitali e personaggi che provvedono ad entrare in scena con l’evidente fine di infittire l’intrigo, la tensione non manca davvero e l’attenzione dello spettatore – sempre più desideroso di conoscere l’identità del colpevole – viene catturata in modo efficace.
Tanto che, nel rivelarsi un’originale rivisitazione fantascientifica del genere poliziesco in salsa gialla, forte oltretutto dell’ottimo montaggio (curato da sei persone!) possiamo tranquillamente definire Mercy – Sotto accusa come una delle maggiormente convincenti prove di colui che diresse, tra gli altri, Wanted – Scegli il tuo destino e La leggenda del cacciatore di vampiri.









