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    L’oro esoterico di Barcola: il guru che garantiva il lusso con le foglie di tè

    Trieste, la città della Bora e dei caffè mitteleuropei, non è esattamente l’immagine che si evoca pensando a giungle mistiche o a riti propiziatori. Eppure, proprio qui, nella calma apparente di un palazzo anonimo affacciato sulla Riviera di Barcola, era fiorito un business che prometteva non la pace interiore, ma la più concreta e luccicante pace finanziaria.

    Il nome che riecheggiava nei corridoi, sussurrato con un misto di timore reverenziale e impazienza quasi borsistica, era Maestro Zadar. Non un santone emaciato, bensì un uomo robusto, sulla cinquantina, con una predilezione per i caftani in seta sintetica color zafferano che stridevano violentemente con la piastrellatura grigio fumo dell’atrio condominiale. La sua specialità: l’allineamento dei “chakra patrimoniali”.

    Il rito si svolgeva in un monolocale trasformato in una sorta di fusione tra un mercatino etnico e l’ufficio di un commercialista depresso. Incenso coprente, candele che non smettevano mai di gocciolare e, al centro, una poltrona massaggiante rivestita di velluto rosso sangue, la Cattedra del Karma Positivo.

    Il Maestro Zadar non vendeva amuleti per l’amore o pozioni dimagranti. Lui andava dritto al punto, con la schiettezza tipica del business: «Volete che il denaro fluisca? Bene, dobbiamo sbloccare l’energia della bisnonna che ha nascosto l’eredità nel sottoscala karmico».

    La fila al portone e i sacrifici finanziari

    I clienti non erano i soliti disperati da periferia, ma una platea eterogenea: pensionati con il conto in rosso che speravano nel colpaccio alla lotteria, piccoli imprenditori soffocati dalle tasse che cercavano una scorciatoia divina, e persino alcuni professionisti in giacca e cravatta, imbarazzati ma irrimediabilmente attratti dalla prospettiva di non dover faticare oltre.

    L’attesa, fuori dall’appartamento, era un silenzioso teatro dell’assurdo. Ognuno teneva in mano una cartella di plastica trasparente: dentro, non documenti fiscali, ma le “offerte” per l’accelerazione del destino: buste piene di contanti che, secondo il listino del Maestro, potevano variare dai 500 euro (per un “sostegno energetico al conto corrente”) ai 5.000 euro (per un “Risanamento Spirituale Totale”, con effetti garantiti entro un ciclo lunare).

    Signora Carla, una vedova cinquantenne residente nel rione di San Giacomo, aveva investito tutti i risparmi di una vita in tre sedute e un “Cristallo della Manifestazione”, un sasso raccolto in un campo qualsiasi e venduto a peso d’oro.

    «Quando mi ha detto che i miei problemi economici dipendevano da un ‘nodo astrale’ creato dal mio ex marito, ho quasi pianto», ha raccontato la Signora Carla, un velo di delusione che le offuscava gli occhi, a noi in un bar vicino alla Stazione Centrale. «Mi aveva promesso che, dopo il Rituale delle Tre Candele (costo: 800 euro), avrei ricevuto una telefonata da un notaio svedese. Invece, l’unica chiamata che ho ricevuto è stata quella dell’idraulico».

    Il rituale, infatti, era un capolavoro di coreografia. Zadar si agitava, pronunciava frasi in una lingua sconosciuta che assomigliava vagamente al russo parlato al contrario, e infine, con un colpo di scena, mostrava un mazzetto di foglie di tè sul tavolo. «Guardi qui, Signora! Il futuro è chiaro come l’acqua del Danubio: vedo una villa, una Porsche e l’acquisto di azioni Tesla!».

    La prosaicità della frode

    Il Maestro Zadar aveva stabilito la sua base a Trieste per la sua posizione strategica, un crocevia tra Italia e l’Est Europa, sfruttando anche la tendenza triestina a mescolare lo scetticismo pragmatico con una punta di fatalismo superstizioso. Usava tecniche di marketing aggressive: volantini di bassa qualità attaccati ai lampioni e, soprattutto, un profilo social estremamente curato, pieno di citazioni pseudo-filosofiche e foto sgranate di lui mentre meditava su spiagge tropicali mai visitate.

    L’attività di Zadar, tuttavia, ha cominciato ad attrarre attenzioni non solo esoteriche. I vicini si lamentavano per il traffico costante e l’odore persistente di incenso bruciato.

    Il signor Giovanni, che abita al piano di sotto e che ha preferito non essere fotografato, ha descritto la situazione con la tipica ironia triestina: «È gente che viene qui con la BMW, ma esce come se avesse appena firmato un mutuo. Vedevi i loro volti passare da ‘illuminati’ a ‘sospettosi’ nel giro di poche settimane. Ma i postini, quelli, non li vedevano mai arrivare con i pacchi pieni di lingotti d’oro».

    Le forze dell’ordine hanno finalmente smontato la Cattedra del Karma Positivo dopo le prime denunce per truffa aggravata e esercizio abusivo di professione.

    Un investigatore, il Dottor Ferro, ha commentato la facilità con cui Zadar ha operato: «L’elemento cruciale non era la magia, ma la promessa concreta di arricchimento immediato. Non vendeva fumo, vendeva la prospettiva di un bonifico bancario. E purtroppo, quando la speranza si veste da consulente finanziario esoterico, la gente tira fuori la carta di credito».

    Al momento della sua dipartita (un’uscita decisamente meno mistica e più accompagnata dai Carabinieri), non sono stati trovati tesori spirituali, ma solo un gran numero di candele usate, un registratore di cassa vecchio e, ironia della sorte, un libro contabile scritto a mano con rigore quasi maniacale.

    La vicenda si chiude, per ora, con il sequestro dell’appartamento e il silenzio tornato nel condominio di Barcola. Il vento di Trieste, ora, non porta più l’odore zuccherino dell’incenso, ma il sale amaro del mare. E per i clienti del Maestro Zadar, la domanda resta: se l’allineamento dei chakra patrimoniali non funziona, cosa resta per saldare i debiti? Forse, come suggeriva il buon senso che avevano accantonato, solo il lavoro.