Ricordate l’Hutch Mansell che, interpretato dal Bob Odenkirk della serie televisiva Breaking bad – Relazioni collaterali, apparentemente tranquillo padre di famiglia si trovò a tirar fuori la propria grinta e a sfoggiare un grande desiderio di menare le mani quando la combriccola di un malvivente russo minacciò la sua famiglia in Io sono nessuno, diretto nel 2021 dal moscovita Ilya Naishuller autore dello spara-tutto in soggettiva Hardcore!?
Uomo dall’oscuro passato, torna nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 14 Agosto 2025 in Io sono nessuno 2, che lo vede partire per una vacanza al Wild Bill’s Majestic Midway and Waterpark insieme alla mogie Becca e ai figli Brady e Sammy, ovvero Connie Nielsen, Gage Munroe e Paisley Cadorath… dove però i guai sono dietro l’angolo!
A causa di una banale discussione con alcuni bulli locali, infatti, i quattro finiscono prima nel mirino di Wyatt alias John Ortiz, corrotto gestore del parco dei divertimenti spalleggiato dal losco sceriffo Abel incarnato da Colin Hanks, poi in quello della spietata boss criminale Lendina, dal volto di Sharon Stone.
E, mentre nel capostipite veniva concessa una primissima parte alla presentazione del personaggio, dopo pochissimi minuti di visione qui abbiamo già botte da orbi consumate, tra l’altro, all’interno di un ascensore e in un garage.
Man mano che fanno ritorno nella combriccola di protagonisti Harry e David, rispettivamente fratello e padre di Hutch dai volti di RZA e Christopher Lloyd, e che, con il timone della regia passato nelle mani del Timo Tjahjanto cui dobbiamo l’horror May the devil take you e gli action movie Headshot e La notte su di noi, il movimento la fa da padrone.
Perché, con inclusa nel mucchio un’esilarante rissa a bordo di un battello, Io sono nessuno 2 riprende la vincente formula del suo predecessore – degna del machismo reaganiano anni Ottanta che rese star Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Chuck Norris – spingendo ancor di più sul pedale dell’azione e delle esagerazioni, senza dimenticare spruzzate di splatter e rendendo ancora una volta indispensabile ingrediente l’ironia.
Fino allo scontro conclusivo nel parco tempestato di trappole che conduce nella giusta maniera all’epilogo di una quasi ora e mezza di veloce e divertente spettacolo.
Forse addirittura superiore rispetto al già valido primo capitolo e lasciando tranquillamente trasparire, tra scazzottate e colossali esplosioni, l’importanza dell’unione familiare.









