Home Magazine Entertainment Il professore e il pinguino: la vera storia di Tom Mitchell

    Il professore e il pinguino: la vera storia di Tom Mitchell

    Il professore e il pinguino

    Acclamato nel 1997 grazie al suo apprezzatissimo lungometraggio d’esordio Full monty – Squattrinati organizzati, l’inglese Peter Cattaneo torna alla regia per il grande schermo – a sei anni da La sfida delle mogli, del 2019, e dopo una parentesi televisiva – con Il professore e il pinguino, ispirato alla vera vicenda di Tom Mitchell.
    La vicenda che quest’ultimo ha riportato nel suo libro Storia del pinguino che tornò a nuotare e che lo vede nell’opera cinematografica in questione – in arrivo nelle sale italiane il 9 Ottobre 2025 – incarnato dal mai disprezzabile Steve Coogan.
    Un protagonista che, senza perdere tempo, conosciamo immediatamente e apprendiamo essere, come suggerito dal titolo, un professore britannico trasferitosi a Buenos Aires per insegnare in un prestigioso college il cui preside Buckle possiede i connotati di Jonathan Pryce.
    Un professore che, per fare colpo su una donna appena conosciuta, trovato sulle rive di una spiaggia un pinguino ricoperto di petrolio decide di salvarlo dalla morte e di portarlo con sé, tenendolo inizialmente nascosto agli occhi degli altri.
    Da qui, si passa dagli esilaranti tentativi di fargli mangiare sardine sott’olio ad altrettanto esilaranti momenti in cui personaggi che ruotano attorno al protagonista si cimentano in autentiche confessioni con il simpatico pennuto, a quanto pare destinato a cambiare la vita del cinico Tom.
    Infatti, non solo l’uomo se ne prende amorevolmente cura, ma arriva perfino a coinvolgerlo nel corso delle sue lezioni, rivelandosi piuttosto utile a rendere studenti modello quelli che si erano in un primo momento dimostrati un’autentica classe di ribelli.
    Il professore e il pinguino, però, non si limita esclusivamente a raccontare su grande schermo questo insolito incontro tra uomo e animale, in quanto a fare da sfondo alla circa ora e cinquanta di visione è l’Argentina degli anni Settanta, quella della dittatura e dei desaparecido.
    Un contesto in cui Cattaneo inserisce anche la questione riguardante una ragazza improvvisamente rapita, aggiungendo dunque sprazzi di dramma storico-sociale a quella che è una commedia atta a ribadire che la vera amicizia consiste nel vedere oltre le cose principali.
    Una commedia gradevole e nulla più, comunque sempre più lontana dalla frizzantezza e dalla voglia di risate irriverenti che caratterizzarono l’esordio di cui sopra.