Oscuro cult movie diretto nel 1973 dal britannico Robin Hardy, The wicker man entra a far parte delle Gold edition targate Midnight Factory, collana di Plaion pictures dedicata al cinema horror.
Un’edizione a tre dischi racchiusi in custodia amaray inserita in slipcase cartonato per (ri)scoprire la pellicola che, oggetto nel 2006 del remake Il prescelto, interpretato da Nicolas Cage sotto la regia di Neil LaBute, ha influenzato non poca Settima arte successiva, a cominciare da Midsommar – Il villaggio dei dannati di Ari Aster.
Pellicola dalla gestazione distributiva non poco travagliata, in questo caso dispensata – in versione originale sottotitolata in italiano – in due diversi montaggi: quello di circa novantaquattro minuti sia su supporto 4K Ultra HD che su un blu-ray corredato di molto materiale extra; la director’s cut di un’ora e quarantuno minuti su un altro disco in alta definizione accompagnato da commento audio del regista e degli attori Edward Woodward e Christopher Lee e relativo making of.
Il Woodward che interpreta un sergente di polizia inglese approdato sull’isola scozzese di Summerisle per ritrovare una bambina misteriosamente scomparsa, scontrandosi immediatamente con la bizzarra popolazione locale, dal comportamento non poco ambiguo. Perché, tra sessioni sessuali all’aperto e lezioni sulla fertilità e l’adorazione di simboli fallici impartite ai bambini, si provvede immediatamente a trasmettere il filo d’inquietudine che attraversa l’operazione; fino a rivelare che gli abitanti del posto sono estranei ai dettami della religione cristiana e dediti ad un perverso culto pagano sotto l’influenza di Lord Summerisle.
E, allora intento a distaccarsi dal personaggio di Dracula che gli aveva regalato notorietà dalla seconda metà degli anni Cinquanta grazie alla popolare saga prodotta dalla Hammer, è il già citato Lee a concedere anima e corpo a quest’ultimo, immerso nella morbosa atmosfera di quello che sfiora addirittura i connotati di una sorta di horror musical intriso di blasfemia e dal sapore hippy.
D’altra parte, con incluse quelle della bionda Britt Ekland, non mancano neppure nudità femminili nel corso di The wicker man, approdante all’apparizione del mitico Uomo di vimini per chiudersi poi attraverso un epilogo nient’affatto consolatorio e, dunque, ancor più shockante per l’epoca in cui il film venne realizzato.
Quindi, con inclusi nella confezione uno special book e una card da collezione, è chiaro che, ad oltre mezzo secolo dal suo concepimento, l’esordio di Hardy dietro alla macchina da presa sia ancora un titolo fondamentale della storia della celluloide di paura, qui oltretutto impreziosito dall’abbondanza di contenuti speciali sopra anticipati.
Contenuti spazianti da oltre un’ora di filmato dell’evento per il cinquantesimo anniversario del lungometraggio a due trailer, passando per una breve clip mostrante il restauro delle immagini, quarantotto minuti di featurette Offerta sacrificale: Il culto di The wicker man, quindici relativi alla colonna sonora, dieci di sguardo al finale perduto tramite la sceneggiatura originale, trentaquattro di making of, dieci di conversazione con la Ekland, ventidue in cui prendono la parola i critici e quasi venticinque di intervista a Lee e al regista.









