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    Fuga da Los Angeles di John Carpenter disponibile in 4K Ultra HD

    Con i titoli di testa accompagnati dalla magnifica rilettura moderna dello storico tema musicale che introdusse nel 1981 1997: Fuga da New York, conquista immediatamente il cuore del fan di quel super cult futuristico diretto dal maestro dell’horror John Carpenter Fuga da Los Angeles, sequel di quindici anni dopo.
    Sequel che apre nel 1998 per poi passare velocemente al 2013 soltanto dopo aver mostrato un devastante terremoto di magnitudo 9.6 che nel 2000 riduce in macerie la Los Angeles tra le cui rovine viene inviato il mitico Jena Plissken nuovamente incarnato da Kurt Russell, qui anche produttore insieme a Debra Hill e sceneggiatore al fianco della stessa e di Carpenter.
    Il mitico Jena Plissken il cui compito è stavolta quello di recuperare una misteriosa scatola nera contenente un marchingegno che consentirebbe di controllare tutto e tutti finito nelle mani del terrorista peruviano Cuervo Jones alias George Corraface dopo aver raggirato Utopia, ovvero A. J. Langer, figlia del presidente degli Stati Uniti interpretato da Cliff Robertson.
    Un Cuervo Jones il cui look ricalcante chiaramente quello del rivoluzionario Ernesto Che Guevara contribuisce non poco a suggerire l’aria di allegoria socio-politica in cui è immersa l’intera operazione, trasudante affascinanti simbologie nel rivelarsi a suo modo satira fanta-action rivolta a Hollywood.
    Una Hollywood che vediamo anche bruciare e che, tra il doppiogiochista Eddie di un magnifico Steve Buscemi e una Valeria Golino nei panni della musulmana Taslima un tempo residente nel South Dakota dove, da un giorno all’altro, è diventato un crimine essere islamici, viene presa ulteriormente di mira attraverso un attacco (a suo modo esilarante) alla chirurgia estetica atto a coinvolgere anche un irriconoscibile Bruce”La casa”Campbell nel ruolo di un chirurgo di Beverly Hills.
    Tutti nomi facenti parte di un ricco cast comprendente, tra gli altri, un Robert Carradine skinhead, Stacy Keach, la regina della Blaxploitation Pam Grier in chiave transessuale e un Peter Fonda surfista che si ritrova anche a cavalcare una colossale onda insieme al protagonista, il quale ha oltretutto in corpo un virus che lo condurrà al collasso del sistema nervoso se non porterà a termine la missione nei tempi stabiliti.
    Soltanto una delle spettacolari e movimentate sequenze che, come pure quella con le moto e il momento in cui abbiamo un volo usufruendo di deltaplani, contribuiscono all’abbondanza di azione e spettacolarità che rendono Fuga da Los Angeles un serrato e coinvolgente secondo capitolo nient’affatto inferiore al primo.
    Per non parlare della tesa situazione del campo di basket, man mano che ad accompagnare efficacemente la circa ora e quaranta di visione è la splendida colonna sonora dagli echi western a firma di Shirley Walker e dello stesso Carpenter; del quale Plissken è l’evidente alter ego cinematografico destinato a rivelarsi, tra ologrammi e altre moderne diavolerie, l’incarnazione del pensiero analogico nell’era digitale attraverso cui il cineasta americano sfoggia il proprio intelligente sguardo apolitico-pessimista (perfino la non eccelsa effettistica CGI si lascia interpretare come scelta voluta quale critica all’evoluzione “computerizzata” cui andava incontro il cinema negli anni Novanta).
    Fino allo spiazzante epilogo – classificabile tranquillamente tra i più originali della storia della Settima arte – di quello che il noto critico cinematografico Enrico Ghezzi definì giustamente “Anche migliore del primo… un capolavoro” e che Paramount, in collaborazione con Plaion pictures, rende ora disponibile su supporto 4K Ultra HD racchiuso in una custodia amaray inserita in slipcase cartonato. Con il trailer quale contenuto extra.