Quarantatré anni e non li dimostra affatto!
Diretto nel 1982 dal maestro dell’horror John Carpenter, grazie a Universal e Plaion pictures La cosa rivive in un’edizione home video a doppio disco che lo dispensa sia su supporto blu-ray che in 4K Ultra HD, con l’HDR per colori più intensi, brillanti e naturali.
L’ottima occasione per poter gustare in una splendida qualità audiovisiva tutta nuova il capolavoro della fantascienza “da paura” che si propose in qualità di remake del classico d’inizio anni Cinquanta La ‘cosa’ da un altro mondo di Christian Niby e Howard Hawks (non accreditato), guardando maggiormente, in realtà, dal racconto scritto nel 1938 da John W. Campbell che fu fonte d’ispirazione proprio per quel film.
Perché nella pellicola di Hawks e Niby la creatura suggerita dal titolo possedeva i connotati di una sorta di imitazione del mostro di Frankenstein, mentre la matrice letteraria di partenza non solo parlava di un essere mutaforma, ma si basava su una struttura alla Dieci piccoli indiani di Agatha Christie proprio come poi Carpenter ha provveduto a strutturare il suo rifacimento.
Un rifacimento in cui, dopo il televisivo Elvis, il re del rock e il super cult 1997: Fuga da New York, dirige per la terza volta Kurt Russell calandolo nei panni di R.J. MacReady, pilota di elicottero che, insieme ad un team di scienziati, si trova a dover fronteggiare all’interno di una base nell’Antartide una sanguinaria entità aliena rimasta sepolta nel ghiaccio per millenni.
Sanguinaria entità che, come già accennato, riesce nell’impresa di assumere perfettamente le sembianze degli esseri viventi del pianeta Terra, generando dunque un forte clima di paranoia tra i protagonisti, costretti di conseguenza a diffidare di continuo l’uno dell’altro.
Un aspetto che, se da un lato ha più volte spinto a pensare ad un’ennesima fanta-allegoria relativa alla Guerra fredda e dall’altro ad una metafora dell’Aids, incubo dilagante ai tempi dell’uscita de La cosa nelle sale cinematografiche, testimonia, in verità, un significato molto più affascinante e originale, pur apparendo a suo modo misogino.
La quasi ora e cinquanta di visione sfrutta infatti un cast totalmente maschile per far sì che la “cosa” in questione rappresenti l’unica presenza femminile, intenta a conquistare il mondo impadronendosi della personalità degli uomini per porli, appunto, l’uno contro l’altro.
E a confermare ulteriormente tale tesi provvedono le fattezze viscide e mollicce dell’extraterrestre, spesso richiamanti quelle dell’organo sessuale della donna e magnificamente rese dagli eccezionali e ancora oggi innovativi effetti speciali “concreti” a cura di Rob Bottin (ma con Roy Arbogast e Stan Winston in squadra) in un’epoca in cui la oggi abusata CGI era ancora lontana.
Effetti speciali purtroppo tenuti poco in considerazione, come il lungometraggio stesso, nell’anno in cui spopolò E.T. L’extraterrestre di Steven Spielberg accolto da un vasto pubblico maggiormente propenso ad assistere alle vicende di un alieno pacifico ed empatico anziché minaccioso e stermina-umani.
Un vero peccato perché, accompagnato da una colonna sonora a firma del maestro Ennio Morricone e caratterizzato da sequenze da antologia dell’orrore su celluloide come quella del defibrillatore, nel suo lento avanzare pronto a concedere di continuo spazio al raccapriccio man mano che accentua la situazione di isolamento al gelo in cui si trovano MacReady e gli altri La cosa avrebbe meritato il grande successo che non ebbe allora, sebbene si sia giustamente guadagnato negli anni lo status di cult della fantascienza e dello splatter.
Un cult in questo caso accompagnato nel 4K Ultra HD da commento audio di Russell e del regista, da quattro minuti di curiosità sul set, dal trailer originale sottotitolato in italiano e dalla featurette Il terrore prende forma, della durata di oltre un’ora e venti.
Materiale presente anche nel blu-ray, insieme alla funzione U-Control per la fruizione interattiva dei contenuti speciali, l’opzione “Le mie scene preferite” e un’infinità di extra testuali e fotografici: Dietro le quinte della produzione; Foto di produzione del cast; Scenografie e storyboard; Gli esterni; L’astronave; Blair il mostro; La post-produzione; Dagli archivi della produzione.









