Visto nelle sale cinematografiche italiane nell’Aprile 2025, approda in home video sotto il marchio Warner Bros A working man, ritorno per la star degli action movie Jason Statham sotto la regia del David Ayer che già lo aveva diretto in The beekeeper.
Un’edizione che offre sia in 4K Ultra HD che su supporto blu-ray il lungometraggio, prodotto da Sylvester Stallone che firma anche la sceneggiatura al fianco del regista.
Dal libro Levon’s trade di Chuck Dixon, non a caso, la oltre ora e cinquanta di visione in questione non può fare a meno di richiamare alla memoria il plot di Rambo – Last blood di Adrian Grunberg nel calare l’ex “transporter” del grande schermo nei panni di Levon Cade: un operaio dai trascorsi militari che, lavorante in un’azienda edile, fa di tutto per ritrovare la Jenny interpretata da Arianna Rivas, figlia del suo capo Joe alias Michael Peña, rapita da spietati trafficanti di esseri umani.
Una oltre ora e cinquanta di visione che, con un occhio rivolto probabilmente anche a Io vi troverò di Pierre Morel, senza perdere tempo mostra già dopo una manciata di minuti il buon Jason impegnato a fronteggiare una combriccola di balordi; poco prima che la ragazza di cui sopra, appunto, finisca nelle mani dei rapitori all’interno di un locale.
D’altra parte, come da tradizione stathamiana l’obiettivo di A working man è quello di dispensare un liberatorio spettacolo in fotogrammi a base di cattivi di cui fare piazza pulita.
Quindi, man mano che qualcuno non manca di essere cancellato dalla faccia della Terra, seguiamo Cade impegnato a portare avanti il grande lavoro per infiltrarsi nella fitta rete criminale al fine di scovare i responsabili e riportare la giovane a casa.
E, contemporaneamente, assistiamo al suo rapporto con la figlioletta; mentre, senza dimenticare battute ad effetto, ottiene le informazioni che gli occorrono.
Tra ossa rotte, pallottole volanti, individui lasciati annegare, una colluttazione a bordo di un furgone in corsa e lo scontro finale nella villa, dunque, A working man non delude affatto i fan del genere… soprattutto quelli nostalgici del mitico machismo reaganiano degli anni Ottanta.









