Home Magazine Entertainment Come ti muovi, sbagli: Di Gregorio nonno felice?

    Come ti muovi, sbagli: Di Gregorio nonno felice?

    Impersonato dal tedesco Tom Wlaschiha visto, tra l’altro, nelle serie televisive Il trono di spade e Stranger things, il primo che vediamo in scena in Come ti muovi, sbagli – nelle sale cinematografiche a partire dal 5 Settembre 2025 – è l’insegnante Helmut che poi apprendiamo essere il fedifrago marito di Sofia alias Greta Scarano, figlia di un settantenne professore incarnato dallo stesso Gianni Di Gregorio che troviamo anche dietro alla macchina da presa.
    Un professore che sembra aver trovato la serenità nell’evitare tutti i fastidi della vita quotidiana godendo di una bella casa, una discreta pensione, amici con cui scherzare e la Giovanna dal volto di Iaia Forte, insieme alla quale intrattenere qualche piacevole conversazione… almeno fino al momento in cui, rivelandogli al telefono di trovarsi in crisi coniugale, proprio Sofia gli comunica di essere in arrivo dalla Germania in compagnia dei due figli Olga e Tommaso, ovvero Anna Losano e Pietro Serpi.
    Con quest’ultimo che non manca di combinare guai in continuazione e che manifesta in più di un’occasione un comportamento piuttosto indisciplinato, due ingombrantissimi nipotini per il protagonista, il quale finisce anche in diverse circostanze poco piacevoli.
    Tra battibecchi con il proprio domestico, discussioni con la stessa Sofia e perfino uno scontro con il padre di un bambino a scuola, infatti, è su una sequela di scenette che si costruisce Come ti muovi, sbagli, che riporta Di Gregorio alla regia tre anni dopo l’Astolfo interpretato nel 2022 al fianco di Stefania Sandrelli.
    Un ritorno di cui firma anche la sceneggiatura insieme a Marco Pettenello e che nelle sue parole è “Un film dedicato alla famiglia e dunque all’amore, questa forza che ci fa fare cose che non avremmo mai creduto di poter fare, rendendoci allo stesso tempo formichine al lavoro ma anche eroine ed eroi epici”.
    E, insieme ad una colonna sonora a base di musica classica spaziante da Claude Debussy a Pëtr Il’ič Čajkovskij, passando per Wolfgang Amadeus Mozart, sono mangiate di arancini e bevute di vino bianco ad accompagnare un’operazione che, con un lupo oltretutto in agguato, finisce per poggiare su situazioni decisamente irrilevanti.
    Tanto che, sebbene adatto con ogni probabilità ad un pubblico (soprattutto anziano) di pochissime pretese, Come ti muovi, sbagli non riesce a nascondere una certa fiacchezza generale, spingendo a recuperare titoli decisamente più riusciti della filmografia del simpatico Di Gregorio, da Pranzo di Ferragosto a Lontano lontano.