Succede quasi sempre nel momento meno opportuno. Magari state aspettando una mail importante con i biglietti aerei, oppure state cercando di scattare la foto del primo giorno di scuola dei nipoti. Ed eccola lì, quella fastidiosa notifica rossa che ci avvisa che lo spazio di archiviazione è in esaurimento o, peggio, è completamente pieno. Improvvisamente il telefono sembra bloccarsi, le mail non arrivano più e scatta l’ansia di dover mettere mano al portafoglio per comprare spazio extra.
Prima di cedere e pagare l’abbonamento a Google One, che costa circa 20 euro l’anno, fermatevi un attimo. Dobbiamo capire come funziona questo magazzino digitale. Immaginate il vostro account Google come una cantina di 15 GB. Questa cantina non è divisa in stanze separate: è un unico grande locale dove mettete tutto insieme. Ci finiscono dentro le lettere (Gmail), gli album fotografici (Google Foto) e i documenti di lavoro (Google Drive). Se riempite la cantina di vecchi scatoloni di foto, non c’è più spazio fisico per far passare nemmeno una busta da lettere sottile.
Molte persone pensano che per fare spazio serva un tecnico informatico, ma la verità è che basta un po’ di ordine, proprio come quando decidiamo di svuotare i cassetti di casa che non apriamo da anni. Spesso paghiamo per conservare cose che nemmeno ci ricordiamo di avere o che sono oggettivamente inutili. Vediamo insieme tre passaggi gratuiti e indolori per recuperare i vostri preziosi gigabyte.
Il comando segreto per pulire Gmail dagli allegati pesanti
Quando pensiamo a cosa occupa spazio, raramente diamo la colpa alle email. Una mail di solo testo è leggerissima, quasi inconsistente, come uno scontrino della spesa. Potreste averne migliaia senza intaccare minimamente la memoria. Il vero problema sono gli allegati. Pensate a quelle presentazioni in PowerPoint che vi siete inviati anni fa per lavoro, ai video di auguri natalizi ricevuti dai parenti nel 2018 o ai file PDF ad alta risoluzione che ormai non servono più a nessuno. Questi file sono come mattoni pesanti nascosti in mezzo agli scontrini.
Cancellare le mail una per una è un lavoro infinito che scoraggerebbe chiunque. Per fortuna esiste un comando, una sorta di parola magica, che permette di far emergere solo i pesci grossi. Aprite Gmail dal computer (è più comodo che dal telefono per questa operazione) e cliccate nella barra di ricerca in alto, quella con la lente d’ingrandimento dove solitamente cercate i nomi dei contatti.
Scrivete esattamente questa formula: has:attachment larger:10M
Premendo invio, Gmail filtrerà istantaneamente la vostra posta mostrandovi solo le mail che hanno allegati più grandi di 10 Megabyte. Resterete sorpresi da quante vecchie mail con video o foto pesantissime sono sepolte lì dal 2015. A questo punto vi basterà selezionarle e cancellarle. Facendo solo questo passaggio, spesso si recuperano anche 2 o 3 GB in un colpo solo, che equivalgono a spazio sufficiente per ricevere mail di testo per i prossimi dieci anni.
Foto sfocate e screenshot: come buttare la spazzatura digitale
Il secondo grande colpevole è quasi sempre la galleria fotografica. Con gli smartphone moderni scattiamo foto a raffica. Per fare un bel ritratto al gatto o al nipote ne scattiamo cinque: una è bella, due sono mosse, in una il soggetto ha gli occhi chiusi e l’ultima è sfocata. Eppure, tendiamo a tenerle tutte. A questo aggiungete gli screenshot: quelle foto dello schermo che facciamo per ricordarci una ricetta, un orario dei treni o un errore del computer. Una volta usata l’informazione, l’immagine resta lì a occupare spazio inutilmente.
Google ha creato uno strumento automatico molto intelligente che fa il lavoro sporco per noi, andando a scovare proprio questa spazzatura digitale. Per usarlo, aprite l’app di Google Foto sul telefono. Toccate la vostra faccia (o l’icona del profilo) in alto a destra. Nel menu che si apre, cercate la voce Spazio di archiviazione dell’account.
Qui troverete una sezione chiamata Controlla ed elimina. È come avere un assistente che ha già diviso i rifiuti per voi. Vedrete categorie come Foto sfocate, Screenshot o Video grandi. Entrate in queste categorie. Il sistema vi mostrerà tutte le immagini che probabilmente non vi servono. Vi basterà dare un’occhiata veloce per confermare che non ci siano ricordi importanti e poi premere elimina. È incredibile quanto spazio si liberi togliendo foto di pavimenti, tasche o documenti scaduti.
L’errore che fanno quasi tutti: il cestino non è un buco nero
Siete arrivati fin qui, avete cancellato mail pesanti e foto inutili, ma la notifica rossa dello spazio pieno non se ne va. Perché? Questo è il momento in cui molti si arrendono, pensando che il sistema sia rotto o che sia una truffa per costringervi a pagare. In realtà, avete commesso l’errore più comune del mondo digitale: avete buttato la spazzatura nel cestino di casa, ma non avete portato il sacchetto fuori in strada.
Quando eliminate un file da Gmail o da Google Foto, questo non sparisce subito. Viene spostato nel Cestino, dove rimane parcheggiato per 60 giorni (o 30, a seconda del servizio) nel caso abbiate un ripensamento. Durante questo periodo, quel file occupa ancora il vostro spazio. È come se aveste spostato gli scatoloni dalla cantina al corridoio: ingombrano ancora casa vostra.
Per vedere il risultato immediato della vostra pulizia, dovete compiere l’ultimo atto. Aprite il menu di Gmail, cercate la cartella Cestino (spesso bisogna cliccare su Altro per vederla) e cliccate su Svuota il cestino adesso. Fate la stessa identica cosa su Google Foto: andate su Raccolta, poi Cestino, e selezionate Svuota. Solo in questo preciso istante i gigabyte verranno effettivamente liberati e la notifica rossa sparirà, lasciandovi quella piacevole sensazione di ordine e tranquillità.
Facendo questa pulizia di primavera due volte l’anno, i 15 GB gratuiti vi basteranno ancora per molto tempo, risparmiando i soldi dell’abbonamento per offrirvi una bella pizza.









