Il BAFF Film Festival taglia il traguardo della ventiquattresima edizione con un programma denso di volti noti e cultura. Dal 21 al 28 marzo 2026, Busto Arsizio si trasforma nuovamente nel cuore pulsante del cinema d’autore, accogliendo maestri internazionali e talenti nostrani che daranno vita a un’apertura carica di aspettative.
Il sipario si alza idealmente già venerdì 20 marzo con un evento speciale di preapertura. Alle ore 21.00, il cinema teatro San Giovanni Bosco ospiterà il concerto di Mauro Ermanno Giovanardi. L’artista presenterà il suo nuovo album intitolato E poi scegliere con cura le parole (tra i più attesi della stagione). Beh, prepariamoci a un’immersione nel suo disco più esistenzialista, dove la canzone d’autore incontra suggestioni elettroniche. Il tempo stringe.
Il festival entra nel vivo sabato pomeriggio con una masterclass di Giulio Sangiorgio dedicata ad Abel Ferrara. Il regista newyorchese sarà poi il protagonista assoluto della serata al Teatro Sociale Delia Cajelli. Ferrara riceverà l’abbraccio del pubblico prima della proiezione di Turn in the Wound, un documentario intenso che intreccia la voce di Patti Smith con le tragedie del conflitto ucraino. Non è così. Non si tratta solo di cinema, ma di un atto politico e poetico necessario per riflettere sul presente.
La programmazione domenicale spazia dall’arte scultorea di Francesco Clerici al tributo rosselliniano di Michelangelo Frammartino (un ritorno molto gradito). Eppure, la tensione salirà nella serata con l’arrivo di Donato Carrisi presso il Teatro Fratello Sole. Lo scrittore e regista dialogherà con Sangiorgio prima di mostrare il suo esordio dietro la macchina da presa, La ragazza nella nebbia. Tutto è pronto. Busto Arsizio è pronta a diventare, ancora una volta, la capitale del cinema d’eccellenza.









