Home Magazine TECH & GUIDE Decoder DVB-T2 dietro la TV: l’errore del cavo USB che brucia la...

Decoder DVB-T2 dietro la TV: l’errore del cavo USB che brucia la scheda madre

Primo piano di un alimentatore USB bianco inserito in una multipresa elettrica con diverse spine collegate e cavi neri su sfondo grigio chiaro.

Hai comprato un piccolo ricevitore per continuare a guardare i tuoi programmi preferiti, lo hai nascosto dietro lo schermo e collegato con il suo cavetto. Sembra tutto in ordine, eppure, senza saperlo, potresti star mettendo a rischio il tuo televisore. Capiamo insieme cosa succede e come rimediare subito.

Il sovraccarico invisibile: perché la TV si spegne o si surriscalda

Quando acquistiamo uno di quei comodissimi ricevitori invisibili, i cosiddetti dongle che spariscono dietro il pannello del televisore, la tentazione è fortissima. Troviamo nella scatola un cavetto di alimentazione USB e, guardando il retro della televisione, notiamo subito una presa identica e libera. Inseriamo lo spinotto e ci sentiamo soddisfatti per aver evitato un groviglio di fili sul mobile del salotto. Purtroppo, questa pratica apparentemente innocua nasconde una vera e propria roulette russa per i circuiti interni dello schermo.

Per capire il problema dobbiamo immaginare la corrente elettrica come l’acqua che scorre nelle tubature di casa. Un ricevitore per il nuovo digitale terrestre è un dispositivo affamato. Al suo interno lavora un vero e proprio computer in miniatura che deve catturare il segnale dell’antenna, decodificarlo in tempo reale e inviare le immagini allo schermo. Questo sforzo continuo richiede un flusso di energia abbondante e costante, pari a circa un Ampere di corrente, o cinque Watt di potenza.

I produttori hanno progettato le prese USB presenti sui televisori, specialmente quelli con qualche anno sulle spalle, per compiti decisamente più leggeri. Nascono per leggere le fotografie da una semplice chiavetta di memoria, un’operazione che richiede pochissima fatica. Di conseguenza, il “rubinetto” elettrico di queste prese risulta molto stretto e riesce a erogare al massimo mezzo Ampere. Collegare il ricevitore a quella porta significa costringere la televisione a fornire il doppio dell’energia per cui i tecnici l’hanno costruita. Il risultato porta a un assorbimento anomalo che surriscalda i componenti, fa spegnere improvvisamente l’apparecchio e, nei casi peggiori, manda in cortocircuito l’intera scheda madre.

5V 0.5A contro 1A: il dettaglio critico da controllare subito

Come facciamo a sapere se stiamo correndo questo rischio? Troviamo la risposta letteralmente scritta sul retro del nostro televisore, anche se spesso risulta difficile da decifrare. Dobbiamo armarci di un po’ di pazienza, prendere una torcia o usare la luce del telefono, e ispezionare la plastica intorno alla fessura dove abbiamo inserito il cavo del ricevitore.

Accanto alla porta troveremo delle scritte piccolissime, incise direttamente a rilievo sul pannello nero. Immagina di dover cercare l’etichetta della pressione delle gomme nascosta nello sportello dell’automobile. Dobbiamo cercare una dicitura specifica. Se leggiamo i valori cinque Volt seguiti dal simbolo di una linea continua con tre trattini sotto e poi zero virgola cinque Ampere, oppure cinquecento milliAmpere, abbiamo la certezza che quella presa non possiede la forza necessaria per reggere il carico del ricevitore televisivo.

L’intelligenza del televisore proverà a compensare la continua richiesta di energia del piccolo scatolotto nero, ma i componenti interni lavoreranno sotto uno sforzo estremo. Magari il sistema andrà avanti per settimane o per mesi senza dare segni di cedimento, facendoci credere di aver fatto un ottimo lavoro. Poi, all’improvviso, un picco di richiesta durante il cambio di un canale o un aggiornamento del software darà il colpo di grazia al circuito di alimentazione del pannello.

La soluzione economica a zero rischi per alimentare il dongle

Fortunatamente, risolvere questo ostacolo alla radice richiede pochissimo sforzo e, nella stragrande maggioranza dei casi, non costa un centesimo. L’obiettivo consiste nel togliere questo peso dalle spalle del televisore e fornire al ricevitore un flusso di energia adeguato e totalmente indipendente.

Tutto ciò che dobbiamo fare prevede di staccare il cavo di alimentazione del ricevitore dalla parte posteriore della televisione. A questo punto, ci serve un normale caricabatterie da smartphone. Tutti noi abbiamo un cassetto della scrivania pieno di vecchi alimentatori messi da parte dopo aver cambiato telefono. Prendiamo uno di questi cubetti di plastica e controlliamo le scritte stampate sopra. Ci basterà verificare che indichi un’uscita di almeno un Ampere o due Ampere.

Inseriamo il cavetto del ricevitore in questo alimentatore e attacchiamo quest’ultimo direttamente alla presa a muro o alla ciabatta elettrica che già usiamo per la televisione. In questo modo abbiamo creato due percorsi separati e sicuri. La TV dovrà occuparsi esclusivamente di mostrare le immagini sullo schermo, lavorando senza alcuno stress termico, mentre il ricevitore prenderà tutta la forza di cui ha bisogno direttamente dall’impianto elettrico di casa, garantendo una visione dei canali stabile e senza blocchi improvvisi.

Fai un salto in salotto e controlla come è collegato il tuo apparecchio: ci vorranno appena due minuti, ma questa piccola accortezza ti garantirà la tranquillità di non dover ricomprare lo schermo per una banale svista.