Al grande lavoro di riscoperta su supporto 4K Ultra HD che Paramount sta effettuando da tempo in collaborazione con Plaion pictures si aggiunge Top secret!, capolavoro della comicità demenziale che nel 1984 riconfermò il genio del trio registico costituito da David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker, artefici quattro anni prima del classico L’aereo più pazzo del mondo.
Del resto, non può essere definito altro che capolavoro un lungometraggio che strappa immediatamente risate attraverso un prologo in cui un attore del calibro di Omar Sharif, noto per ruoli decisamente seriosi, si ritrova al centro di una gag sul tetto di un treno in corsa.
Perché, come dimostrato rendendo Leslie Nielsen re dell’umorismo a stelle e strisce, uno dei segreti del tocco comico dei tre è individuabile proprio nella capacità di impegnare nelle loro folli opere volti abituati ad interpretazioni drammatiche.
E, con esilaranti titoli di testa a base di surfisti e colonna sonora in aria di parodia di alcuni successi della band californiana dei Beach boys, non fa eccezione neppure Top secret!, incentrato sulla rock star degli anni Cinquanta Nick Rivers, cui concede anima e corpo uno scatenato Val Kilmer e che finisce in una faccenda non poco pericolosa: salvare il padre di Hillary Flammond alias Lucy Gutteridge, scienziato rapito dai tedeschi per fargli creare un’arma da giudizio universale.
Scienziato incarnato dal Michael Gough proveniente dal cinema horror degli anni Sessanta e Settanta, come pure il Peter Cushing presente in un cameo in qualità di libraio nella geniale sequenza della lente d’ingrandimento.
Geniale come un po’ tutte quelle che si susseguono nella circa ora e mezza di visione atta a miscelare in salsa parodistica gli spy movie hitchcockiani, i film riguardanti la Seconda Guerra Mondiale e quelli musicali con protagonista Elvis Presley.
Non a caso, tra le circostanze maggiormente divertenti dell’operazione rientrano quelle delle esibizioni canore di Rivers, soprattutto quando si cimenta in Tutti frutti di Little Richard accompagnato da orchestrali anziani (!!!).
Il resto, tra una chiara presa in giro di Laguna blu e riferimenti ad altre figure della cultura popolare quali il videogioco Pac-Man e lo struzzo dei cartoni animati Warner Bros Beep Beep, lo fanno l’entrata in scena del Nigel di Christopher Villiers, naufrago biondo alla guida dei partigiani della Resistenza francese, nonché ex amante di Hillary, e la sequela di situazioni esclusivamente finalizzate a spingere lo spettatore a ridere.
Dal tentativo di fuga dalla cella alla assurda scazzottata subacquea nel saloon, passando per il momento in cui uno dei personaggi si getta sulla bomba prossima all’esplosione e per quello che tira in ballo il cavallo canterino Pavarotti (!!!).
Tutte situazioni che giocano sull’effetto sorpresa da risvolto inaspettato, testimoniando inoltre la notevole capacità di Abrahams e dei fratelli Zucker di fornire una tipologia di humour su celluloide innovativo e moderno guardando a quello del passato e stravolgendo gli stratagemmi tecnici della Settima arte (si pensi all’inquadratura con telefono enorme).
Assolutamente da avere in collezione!