Home Magazine Entertainment Bella in Rosa: il cult anni Ottanta rivive in 4K Ultra HD

    Bella in Rosa: il cult anni Ottanta rivive in 4K Ultra HD

    Si aggiunge allo stuolo di cult e classici degli anni Ottanta riscoperti su supporto 4K Ultra HD da Paramount in collaborazione con Plaion pictures Bella in rosa, diretto nel 1986 da un esordiente Howard Deutch proveniente allora unicamente dall’universo dei videoclip.
    Ma è senza alcun dubbio il marchio dello sceneggiatore e produttore esecutivo John Hughes ad essere riconoscibile nel corso della oltre ora e mezza di visione che vede protagonista la Molly Ringwald già passata sotto la sua regia in Breakfast club e Sixteen candles – Un compleanno da ricordare, rispettivamente di uno e due anni prima.
    La Molly Ringwald che veste in questo caso i panni della liceale Andie, la quale vive sola insieme al padre Jack interpretato dal grande Harry Dean Stanton e viene invitata ad andare al ballo studentesco dal ricco rubacuori Blane, in possesso dei connotati dell’Andrew McCarthy di St. Elmo’s fire.
    Soltanto due dei volti facenti parte di un cast di giovani promesse della Settima arte a stelle e strisce che, oltre a James Spader e, in piccole apparizioni, Gina Gershon, include il Jon Cryer di Una cotta importante nel ruolo di Duckie, amico d’infanzia di Andie che la corteggia di continuo.
    Tutti all’insegna di quella che è, a suo modo, una moderna rivisitazione adolescenziale della favola di Cenerentola, privata però degli elementi fantasy.
    Perché in Bella in rosa non vi sono né fate, né simpatiche bestioline che preparano il vestito per andare al ballo, ma è preponderante la tematica del contrasto sociale, considerando che la nascente storia d’amore tra Blane e Andie viene minacciata dagli sguardi discriminatori delle persone che circondano il primo.
    Siamo però nell’ambito dello spensierato e colorato cinema per ragazzi del decennio in cui spopolarono i Duran Duran, quindi il tono dell’operazione è tutt’altro che drammatico e a rendere ulteriormente “orecchiabile” il tutto provvede una ricca colonna sonora comprendente, nel mucchio, Maggie Lee, OMD, Psychedelic Furs, Otis Redding, Barry Manilow, Smiths e INXS.
    Perché, con la rivalsa della sua perdente figura femminile centrale, Bella in rosa rappresenta, in un certo senso, l’altra faccia – quella pulita ed edulcorata – della scollacciata e goliardica “rivincita dei nerds” dell’omonimo lungometraggio.