«Uno strepitoso calendario che ci ha trasformate in modelle per un giorno, un progetto meraviglioso che trasmette bellezza, forza, gioia di vivere! Tutte noi abbiano affrontato momenti pieni di paura, incertezza, lunghe terapie e tanta insicurezza… Il cancro ti mette davanti alla precarietà della vita e a percorsi di cura che spesso ti spogliano del vestito più bello, non ti riconosci più, la tua femminilità viene minata da
Il calendario Eticha presentato ieri alla Domus Circo Massimo di Roma, è una iniziativa di sensibilizzazione alla Tricologia solidale come supporto alla qualità di vita delle/dei pazienti che affrontano gli effetti dei trattamenti di cure invasive, ed allude al diritto alla bellezza e all’estetica anche nel dolore, e al dovere di garantire questo diritto da parte degli operatori sanitari. Il programma della serata, moderato dalla giornalista Simona Decina, ha visto il benvenuto di Giusy Giambertone, Presidente Tricostarc onlus e ideatrice del progetto che ha dichiarato: «Il richiamo della bellezza franca e affrancata dagli orpelli del vizio della forma, che con la malattia si trasforma. Quando l’agio cede il passo al plagio della paura. Quando il timore del tumore si traduce in dolore e si fonde e confonde tra le paure di essere riconosciuti nudi, fragili, privi dell’identità che ci contraddistingue in quanto donna, piuttosto che uomo, in quanto bionda, piuttosto che nera, in quanto liscia e non riccia, in quanto piena capelli e non calva. Estetica dell’eticha dunque o eticha estetica?».
Sono intervenuti il Sen. Domenico Gramazio, che già nel 2009 ha firmato un disegno di legge sulla figura professionale del Tricotecnico, Fiorella Bini, Presidente del Società Italiana di Tricologia, Lucio Fortunato, chirurgo senologo del San Giovanni di Roma e Presidente Fondazione Prometeus onlus, che ha sottolineato: «L’aspetto della bellezza di una donna durante e dopo le terapie oncologiche non è soltanto un artifizio estetico. La conservazione della propria immagine corporea è un elemento essenziale e costituente della cura. Oggi sappiamo che per moltissimi tumori le possibilità di recidiva sono per fortuna molto basse, mentre l’impatto psicologico della diagnosi è almeno per una donna su quattro devastante, con un profondo effetto sulla qualità di vita, sua e della propria famiglia». Ed ancora Rita Parente, docente e direttrice di Sempiù, la scuola di formazione professionale che ha firmato il trucco delle protagoniste, e Gianmarco Chieregato, autore degli scatti che con il suo talento ha saputo dipingere di rosa la dimensione dello spazio femminile. Guest Star della serata le 24 “modelle” che hanno prestato la loro immagine al progetto per sostenere l’importanza del “diritto alla bellezza” che Eticha vuole affermare, e che merita la più ampia condivisione perché contribuisce a diffondere consapevolezza che le/i pazienti devono essere incoraggiati ed aiutati a rimanere innanzitutto sé stessi: persone.