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Poker Face: Russel Crowe e la sua prima regia

Poker Face è il primo film da regista di Russel Crowe e con lui stesso protagonista, in uscita il 24 novembre in tutte le sale.
La pellicola distribuita da Vertice 360 ha avuto una gestazione di certo non facile, poiché dall’inizio delle riprese, il film è stato interrotto più a volte a causa dell’emergenza Covid19 che ha influenzato tutta la direzione artistica e tecnica.
Proprio per questo motivo, Poker Face non gode di una grande scenografia ampia con più paesaggi o diversi luoghi interni, ma si tratta di un film abbastanza fisso con inquadrature e scene più o meno sempre stabili e sempre le stesse.
Il film di genere thriller racconta la storia di un giocatore d’azzardo miliardario e padre di una ragazza che si affaccia all’adolescenza che ha solo lui come genitore. Sua madre infatti, è venuta a mancare e ora la ragazza ha solo suo padre su cui contare.
Jack (Russel Crowe) provato da una malattia che lo sta portando al declino fisico e mentale, decide di riunire i suoi più vecchi amici per compiere un’ultima grande giocata di Poker nella sua villa a Miami prima che la sua situazione di salute peggiori in modo drastico.
In questa nottata di gioco d’azzardo, accadono tante cose bizzarre e altre che fanno riflettere i personaggi sul senso della vita. Quello che è ovvio è che la villa di Miami in quella specifica serata diventa il quadro narrativo dell’azione stessa del film. È qui infatti che avvengono le sfide, le lotte, le conversazioni e i momenti più brillanti dell’intero film.
Come in una scena teatrale, la villa a Miami di Jack si configura come un palcoscenico dove gli attori si esibiscono al meglio per dare sfogo ai loro personaggi e farli emergere al meglio.
Poker Face infatti ha una struttura corale, dove ogni personaggio è importante e muove le fila di una storia a tratti semplice, ma che diventa pian piano sempre più profonda e acuta.
Russel Crowe firma il suo primo film da regista con un tratto distintivo e preciso, costruendo una storia dall’apparenza semplice, ma che in verità nasconde in sé temi profondi e tanti misteri da risolvere.
Poker Face utilizza un linguaggio audiovisivo nuovo che ad oggi non si era ancora mai visto: seppur la scenografia e la struttura stessa del film siano cristalline e semplici, la sceneggiatura, i termini utilizzati, i dialoghi e la narrazione in generale sono tratti complessi che nascondono spesso messaggi impliciti e sotto trame fitte e degne di interesse da parte dello spettatore.
Il target di Poker Face è sicuramente un pubblico adulto alla ricerca di emozioni forti e di una storia lineare, non troppo lunga, ma che lasci il segno.
Non serve essere grandi conoscitori del Poker per comprendere il film, poiché questo infatti è solo la cornice che fa da sfondo a tutto il film che tratta di ben altri temi più importanti: il rapporto tra un padre e una figlia; la mancanza di un genitore; l’arrivo improvviso di una malattia che cambia la prospettiva di vita; il senso profondo di amicizia e degli amici, persone in grado di dare appoggio e sostegno sempre.
Questo è molto altro è Poker Face, una pellicola diversa e nuova e quanto mai profonda e intelligente.

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