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“La mia ombra è tua”: Maggio on the road per Giallini

Tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Nesi, arriva nelle sale cinematografiche il 29 Giugno 2022 La mia ombra è tua, che segna il ritorno alla regia di un lungometraggio destinato al grande schermo per Eugenio Cappuccio (a tal proposito, l’ultima prova fu la commedia Se sei così ti dico sì con Belén Rodríguez, del 2011).
Oltre un’ora e quaranta di visione che, mirata tra l’altro a farci interrogare se ognuno fa da solo il proprio destino, tira in ballo Giuseppe Maggio per calarlo nei panni di un venticinquenne appena laureatosi in Lettere Antiche con il massimo dei voti e che il destino vuole si ritrovi coinvolto in un inconsueto viaggio. Un viaggio a bordo di una vecchia jeep, attraverso l’Italia, in compagnia di un burbero sessantenne cui concede anima e corpo Marco Giallini. Un sessantenne che, dopo aver pubblicato un unico libro trasformatosi in un successo planetario ancora ricordato da tutti, pare essersi ritirato ad una vita da eremita, supportato soltanto dall’imponente uomo di colore incarnato dal Sidy Diop visto nel vanziniano La vita è una cosa meravigliosa e nello zombie movie Go home – A casa loro.
Prima ancora che l’insieme si trasformi in una chiara operazione on the road in fotogrammi, infatti, è un’impostazione piuttosto teatrale testimoniata dall’ambientazione “ristretta” nella residenza rurale dello scrittore e dall’importanza concessa alle prove sfoderate dal trio a caratterizzare il film.
Prove che, oltretutto, si rivelano sempre più intense man mano che Maggio e Giallini si cimentano in autentici duelli verbali da incontro-scontro generazionale; portando il secondo a fare i conti con il proprio passato, con lo sguardo del nostro paese, attanagliato dalla nostalgia e perso nel ricordo di sé, e, in particolar modo, con una vecchia storia d’amore a quanto pare mai finita.

Marco Giallini

Storia d’amore con la Isabella Ferrari che lo attende proprio alla Fiera-mercato degli anni Ottanta e Novanta di Milano dove, affiancato dal giovane, si sta dirigendo facendosi seguire in diretta dal mondo social, casualmente stimolato da una influencer e deciso a tenere un discorso per infrangere un silenzio durato oltre vent’anni.
E, tra qualche viziaccio in agguato, omaggi cinefili spazianti da Apocalypse now di Francis Ford Coppola ad Interstellar di Christopher Nolan e una scorrazzata su quattro ruote in compagnia di un maresciallo dei carabinieri, La mia ombra è tua avanza a tratti lentamente, a tratti in maniera più veloce; accompagnato da una colonna sonora comprendente vecchie hit quali On the road again dei Canned Heat e Rebel yell di Billy Idol per concretizzarsi in un agrodolce miscuglio di dramma e commedia che si lascia guardare. Pur senza generare grossi entusiasmi.

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