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“L’uomo dei ghiacci – The ice road”: Liam vi troverà

Al suo quarto lungometraggio, è il Jonathan Hensleigh che esordì dietro la macchina da presa, nel 2004, grazie al cinecomic Marvel The punisher a scrivere e dirigere L’uomo dei ghiacci – The ice road, nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 2 Dicembre 2021.
Quasi un’ora e cinquanta di visione la cui situazione di partenza è molto semplice: il crollo di una remota miniera di diamanti nell’estremo nord del Canada finisce per farvi rimanere bloccati all’interno coloro che vi stavano lavorando.
Una situazione destinata ad evolversi con la ricerca di qualcuno in grado di trasportare sul posto un importante carico utile a concretizzare quella che sembrerebbe un’impossibile missione di salvataggio.
Qualcuno che si rivela essere Mike McCann, autista di camion esperto in guida su ghiaccio e che, assoldato dal Jim Goldenrod incarnato dal Laurence Fishburne della saga Matrix, opera sempre affiancato dal fratello Gurty alias Marcus Thomas, reduce sofferente di afasia.
Il Mike McCann cui concede anima e corpo il Liam Neeson divenuto vera e propria icona della Settima arte action da quando, nel 2008, Io vi troverò di Pierre Morel ha provveduto a farlo entrare nell’immaginario collettivo come uno dei giustizieri maggiormente amati dagli spettatori.
Un Liam Neeson che, pur non dovendo stavolta vedersela con sfruttatori di prostitute e potenti malavitosi assortiti, non manca di concedersi scontri corpo a corpo con il cattivo di turno, soprattutto nel tesissimo scontro finale alternato alle immagini del ponte che sta cedendo sotto il peso dell’imponente veicolo condotto dalla Tantoo incarnata da Amber Midthunder.
Perché, se inizialmente L’uomo dei ghiacci – The ice road non sembra altro che un dramma avventuroso in salsa disaster movie i cui protagonisti si trovano a dover affrontare lo scongelamento delle acque e una violenta tempesta, con combriccola di poco di buono in agguato è la strada del thriller che non esita a prendere in breve tempo.
Un thriller on the road che, tra crepe pronte a generarsi su superfici di ghiaccio, dinamite in procinto di esplodere e motoslitte che non tardano ad entrare in azione, pur senza eccellere si lascia tranquillamente guardare… grazie in particolar modo alla scorrevolezza garantita dal montaggio di Douglas Crise.

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