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Claudio Bisio al cinema con “Bentornato Presidente”: «Non è un film buonista ma anticattivista»

Claudio Bisio e Sarah Felberbaum

Dopo otto anni dal successo di Benvenuto Presidente!, Claudio Bisio torna a vestire i panni del simpatico Peppino Garibaldi, che continua a farci divertire sui meccanismi moderni della politica italiana. Stavolta la nuova avventura cinematografica si intitola Bentornato Presidente, con la regia di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, e vede un Peppino idilliaco sui monti, con Janis e la piccola Guevara. Anche diversi anni dopo essere stato Presidente della Repubblica, Peppino non ha dubbi: preferisce la montagna alla campagna… elettorale. Janis, invece, è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata, e che voleva cambiare l’Italia. Richiamata al Quirinale, nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo e appare minacciato da oscuri intrighi, Janis lascia Peppino e torna a Roma con Guevara. Disperato, Peppino non ha scelta: tornare alla politica per riconquistare la donna che ama. Ma stavolta gli viene proposto un nuovo incarico: diventare Presidente del Consiglio.
«Qualcuno potrebbe definirlo un film buonista, io lo definirei un film ‘anticattivista’», precisa Claudio Bisio durante la presentazione alla stampa. «Devo dire che un film come questo lo ritengo abbastanza raro nel panorama del cinema», continua il comico. «Far ridere su delle cose che non si conoscono è inusuale», riferendosi a dei fatti politici accaduto subito dopo averli raccontati in sceneggiatura. Come se «l’attualità ci sia venuta a cercare», commenta lo sceneggiatore Fabio Bonifacci, che ha scritto anche il soggetto insieme a Nicola Giuliano.

Claudio Bisio e Sarah Felberbaum

In questo sequel, la politica risulta è più caratterizzata, più somigliante a quella vera, anche se lo stile tipico della satira pare fin troppo scontato, forse perché proprio l’attuale politica appare un po’ una farsa.
Il film non è comunque schierato da un punto di vista ideologico: si ride di tutte le forze politiche allo stesso modo. I personaggi della politica non sono visti come cattivi ma come vittime, in particolare della nuova influenza dei social network. Appaiono praticamente schiavi dei nuovi sistemi di comunicazione, con le regole dello storytelling, cercando di apparire al pubblico parlando un linguaggio ad immagine e somiglianza dei cittadini, o meglio ancora del popolo.
Oltre a Claudio Bisio, nel cast troviamo Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio, Cesare Bocci, Ivano Marescotti, Antonio Petrocelli e Guglielmo Poggi.
Prodotto da Indigo Film e Vision Distribution, il film sarà nelle sale italiane dal 28 marzo.

Claudio Bisio in conferenza stampa

Guarda il trailer del film.

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