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Manuela Ventura è Cettina Centamore nel film tv “Prima che la notte”

Manuela Ventura

Mercoledì 23 maggio, in prima serata su Rai 1, va in onda il TV Movie Prima che la notte, diretto da Daniele Vicari, incentrata sulla vicenda del giornalista e scrittore Giuseppe Fava, interpretato da Fabrizio Gifuni. E’ il ricordo, proprio in occasione della Giornata della legalità, di un personaggio carismatico e complesso perché sempre controcorrente e indomito, che sposò la causa della ricerca e del racconto pubblico della verità fino alle sue estreme conseguenze. La storia straordinaria di un uomo che ha saputo costruire il futuro nonostante tutto.
Oltre a Gifuni, fanno parte del cast Dario Aita, Lorenza Indovina, David Coco, Fabrizio Ferracane, Barbara Giordano, Carlo Calderone, Federico Brugnone, Simone Corbisiero, Selene Caramazza, Beniamino Marcone, Davide Giordano, Roberta Rigano, Manuela Ventura, Gaetano Aronica, Aurora Quattrocchi.
Manuela Ventura, dopo il successo di Questo nostro amore ’80, torna così sul piccolo schermo per interpretare il ruolo di Cettina Centamore, assunta da Fava inizialmente al Giornale del Sud, come correttrice di bozze. Nella redazione de I Siciliani si occupò della fotocomposizione e della gestione tecnica come collegamento tra redattori e tipografi, svolgendo anche il delicato ruolo di amministratrice della nuova cooperativa.
«Desideravo essere dentro questo racconto – dichiara Manuela Ventura – ancor di più perché è un grande racconto corale. Ho fatto quello che in quegli anni, poiché ero piccola, non avevo potuto fare, partecipare, esserci, sentire. E’ stato come ripercorrere, da una posizione più di ascolto che di azione, un momento che ha segnato, scosso, animato la mia città. E’ stata un’esperienza molto intensa, direi proprio necessaria. Credo che, come me, in molti abbiano atteso questo racconto e finalmente questo film è arrivato».
Per l’attrice catanese, soddisfatta di trovarsi su un set diretto da Daniele Vicari, con un cast eccezionale che ha lavorato con grande passione e vitalità, è stata un’occasione per raccontare una storia che parla di libertà, utopie e ricerca della verità. «Il lavoro accurato fatto dal regista con tutti noi attori, attraverso un’importante fase di preparazione, è stato fondamentale per restituire anche il grande affiatamento, la passione, il clima di allegria e di fiducia di quella redazione giornalistica catanese», continua la Ventura. «Sentire provare Fabrizio Gifuni mentre ripeteva gli editoriali di Fava è stato come essere a teatro, è stato uno scambio dal vivo, commovente e al tempo stesso una carica di energia. E’ questo ciò che credo colpisca soprattutto di questo film, lo slancio vitale, l’ardore, la disposizione così poetica e umana verso la vita che ha sempre, fino alla fine, coltivato in se e con gli altri Giuseppe Fava».

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