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Il Permesso, Claudio Amendola torna dietro la macchina da presa

Claudio Amendola

Dopo l’esordio alla regia nel 2013 con “La mossa del pinguino”, Claudio Amendola torna a dirigere un film che lo vede anche attore: “Il permesso – 48 ore fuori”. E’ una storia a tinte forti, ispirata al genere noir, che riporta l’attore romano a interpretare quella tipologia di personaggi a lui molto cari, che lo hanno reso popolare. «Quando Claudio Bonivento mi ha proposto questa storia è stato amore a prima vista», ricorda Amendola. «Ho iniziato così a lavorare a un copione che col tempo è diventato sempre più simile a me e al cinema che mi piace vedere da spettatore».
La nuova pellicola, prodotta da Claudio Bonivento, scritta da Giancarlo De Cataldo, già autore di Suburra e Romanzo Criminale, con la collaborazione dello stesso regista e di Roberto Jannone, racconta due giorni di libera uscita di quattro detenuti di età diverse, che non si conoscono tra loro e che chiedono e ottengono un permesso per uscire dal carcere in cui sono rinchiusi per vari motivi. Ora che sono fuori, devono decidere in che modo spendere il poco tempo che gli è stato concesso, ma allo stesso tempo fare i conti con il mondo che è cambiato mentre erano dentro.
Oltre al Claudio Amendola, nel ruolo di Luigi, ci sono Luca Argentero, in un’incredibile performance, che interpreta Donato; Giacomo Ferrara, nei panni di Angelo e Valentina Bellè, che veste i panni di Rossana.
«La necessità di un’adeguata preparazione fisica ha reso l’esperienza un gioco bello da praticare, intenso e gratificante», commenta Luca Argentero, che già aveva lavorato con Amendola in “La mossa del pinguino”. «La possibilità di lavorare su di sé e sul proprio corpo rappresenta una parte divertentissima del nostro mestiere; mi piace allenarmi, l’idea di entrare in palestra alle 7,30 del mattino e dire a se stessi “lo sto facendo per lavoro” è la conferma del privilegio che ho nel coltivare un mestiere fortunato che mi piace e mi diverte tanto».


In questa nuova avventura cinematografica dietro la macchina da presa, Amendola ha ammesso di aver temuto molto il confronto tra l’attore e il regista: «Mi domandavo se avessi avuta la serenità per giudicarmi e l’obiettività per riconoscere gli sbagli, le lacune e le difficoltà. Ho avuta però la grande fortuna di avere con me tre persone preziose: Maurizio Calvesi, il direttore della fotografia, che una volta terminata l’impostazione della luce, si metteva al monitor a mi controllava; Simone Spada, l’aiuto regista, che è stato prezioso come nessuno, e poi nei giorni in cui io giravo da attore veniva Francesca (Francesca Neri, ndr), che era lei la mia vera mentore, ma anche la più severa, però forse anche la più utile».

Claudio Amendola in conferenza stampa:

Distribuito da Eagle Pictures, il film è dal 30 marzo nei cinema.

Guarda il trailer del film

Foto sul set: Roberto Calabrò
Photocall: Giuseppe Andidero

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