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La scelta dei nostri amici è influenzata dal DNA

Secondo una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Amademy of Sciences (Pnas), condotta da un team di studiosi dell’Università della California a San Diego e di Yale, gli amici che non hanno alcun legame biologico tra loro si assomigliano a livello del DNA. E’ stato constatato che le persone che avevano tra loro un rapporto di amicizia presentavano una somiglianza a livello genetico maggiore di quella che accomunava qualsiasi coppia di perfetti estranei. Mediamente questa somiglianza è paragonabile a quello che si osserva tra cugini di quarto grado, che corrisponde all’incirca all’1 per cento dei geni.
«L’un per cento può non sembrare molto per un profano», riferisce Nicholas Christakis, professore di Sociologia, Biologia evolutiva e Medicina a Yale, «ma per i genetisti è un numero significativo. La cosa più straordinaria è che la maggior parte delle persone non sa nemmeno chi siano i suoi cugini di quarto grado, eppure in qualche modo tra miriadi di possibilità riusciamo a selezionare come amici le persone che assomigliano ai nostri parenti».

Alcune caratteristiche condivise tra amici possono comportare una serie di vantaggi: se, ad esempio, un nostro amico ha freddo quando abbiamo freddo anche noi e magari accende un fuoco, ne beneficerete entrambi. Può anche darsi, inoltre, che alcuni tratti funzionino solo se anche il tuo amico li ha: il primo nostro antenato che ha cominciato a parlare aveva bisogno di qualcuno con cui farlo.
Inoltre, sempre secondo questi studi, sembrerebbe che il nostro benessere dipenda non solo dalla nostra costituzione genetica, ma anche da quella dei nostri amici.

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